Isis, Pontecorvo (Dreyfus): "Le parole del Papa importanti, devono avere un seguito. Il pericolo per occidentali ed ebrei"

19 settembre 2014, Micaela Del Monte
Isis, Pontecorvo (Dreyfus): 'Le parole del Papa importanti, devono avere un seguito. Il pericolo per occidentali ed ebrei'
Obama e i suoi generali hanno iniziato l'offensiva contro l'Isis. Il mondo si sta accorgendo del pericolo, ma ancora di più l'Occidente che è al centro del mirino del Califfo. Per commentare quello che sta accadendo in Medio Oriente e le eventuali ripercussioni nel resto del mondo, in particolar modo per Israele, IntelligoNews ha contattato Gianluca Pontecorvo, giovane membro della Comunità Ebraica di Roma e fondatore di Progetto Dreyfus.

Quali sono le preoccupazioni più grandi legate oggi ai jihadisti del Califfato?


«L'Isis è una minaccia per tutto il mondo occidentale, ma anche per gli stessi islamici moderati che vengono visti come una minaccia dagli estremisti in quanto anche loro hanno cominciato a prendere le distanze dalle loro "politiche" , dal loro terrorismo. Oggi ci troviamo nella situazione in cui l'Isis (o IS come dir si voglia) in poco tempo ha sottratto lo scettro di leader nel mondo delle organizzazioni terroristiche internazionali di stampo islamista ad Al Qaida, e oggi il Califfato ha cellule radicate in tutta Europa e nel mondo. Lo vediamo dal modo in cui loro fanno reclutamento di giovani, anche sedicenni, attraverso internet; ci sono casi di inglesi, francesi ma anche di italiani che stanno entrando nelle fila di questa organizzazione che da anni ormai, con valenza simbolica, taglia le teste nelle zone di confine tra Iraq e Siria. Oggi il loro obiettivo è quello di creare un Califfato mondiale e si stanno costituendo come Stato Islamico nella regione ma questo non significa che dopo aver conquistato e stabilizzato quella zona, la loro aspirazione non sia quella di raggiungere l'Europa e anche oltre». 

Quanto il patto tra Al Qaeda e l'Isis può essere pericoloso?  

«Questo è un argomento piuttosto sensibile e fondamentalmente non ci sono ancora informazioni pubbliche che parlino a riguardo, comunque Al Qaeda e l'Isis sono due organizzazioni che hanno lo stesso obiettivo ma hanno origini diverse: la prima ha origine wahabita, ovvero nasce da integralisti che non riconoscono la tecnologia come mezzo e che quindi ripudiano l'occidente, e la sua cultura. L'Isis invece nasce con tutt'altri presupposti e dunque per quanto possano essere accomunabili dal punto di vista della geopolitica sono assai diverse e non necessariamente in grado di allearsi». 

Un commento sulle parole del Papa al World Jewish Congress: "E' stato il vostro turno, ora tocca a noi". 

«Le parole del Papa sono parole importanti che però arrivano a seguito di eventi che potevano essere fermati molto prima. Sono anni ormai che i Cristiani vengono perseguitati, soprattutto in Africa dove ci sono situazioni in cui vengono bruciate le Chiese. Ad esempio, anche in Arabia Saudita, anche il solo tenere in casa una crocifisso è punibile con la morte. Le parole del Papa simboleggiano un'ulteriore passo per un processo di riavvicinamento con l'islam moderato, ma anche per un rapporto duraturo con l'ebraismo. Ma non devono rimanere soltanto parole! Arrivati a questo punto forse bisognerebbe riflettere un attimo su cosa realmente è stato detto e fatto a Ratisbona». 

L'Isis si sta, al momento, concentrando più sulla lotta all'Occidente e al Cristianesimo, si può dunque dire che la minaccia più grande per l'ebraismo resta Hamas oppure ci possono essere ripercussioni anche da parte dei jihadisti siriani? 

«L'Isis al momento ha come primo obiettivo l'eliminazione di quei "finti musulmani", come li definiscono loro, che non seguono tutti i precetti della Sharia e  non riconoscono la loro potenza e il loro ruolo predominante nella regione. Successivamente si occupano dei cristiani, come ad esempio a Mosul tra Siria e Iraq dove le case dei cristiani vengono segnate con la lettera "N" per evidenziare che quella è una casa di "infedeli" e che possono quindi essere presi di mira oppure vietano loro di frequentare le scuole. In quelle zone anche le minoranze religiose come quella Yahazita non stanno vivendo un periodo facile, anzi. Gli ebrei vengono dopo in questo caso ma vengono annoverati anche loro tra gli infedeli da uccidere o convertire».
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