La Fed non fa tagli perchè l’euro è irreversibile

19 settembre 2015, Luca Lippi
La Fed non fa tagli perchè l’euro è irreversibile
Seguiamo questo ragionamento: la Cina è il punto di riferimento dei Brics, quindi non è possibile escludere che sia la locomotiva di una strategia per diventare poi la locomotiva economica mondiale.

Il nemico numero uno della Cina sono gli Stati Uniti, nello specifico il Dollaro; svalutando la Cina sta impedendo alla Fed di rialzare i tassi e cerca di raggiungere il bilancio fisiologico tra curva dei tassi e produttività che la porterebbe ad avere un secondo momento di sviluppo. Invece l’America è in stagnazione, per poter ripartire avrebbe bisogno di investimenti, che possono arrivare solo se c’è liquidità, ma la liquidità entra se i tassi di interesse remunerano più che nel resto del mondo.

È il discorso della guerra valutaria di cui abbiamo parlato tempo fa. 

A tale proposito la Cina, sta vendendo, anzi svendendo, titoli di stato americani convertendo la liquidità in oro (necessario e sufficiente per munizionare l’armata da mettere in campo per avviare la guerra valutaria). Obama, e lo nominiamo per rappresentare tutto l’apparato decisionale degli Usa e non perché abbia un vero e proprio ruolo definito e definibile, è perfettamente conscio di quello che sta accadendo.

Per diversi motivi non vedremo a lungo una politica di rialzo dei tassi da parte della Fed (anche questo lo diciamo da mesi) nel frattempo la Cina sta tentando di frenare la ripresa mondiale, e lo fa con una contropartita legata al controllo economico del Sud America. Per questo motivo Obama ha sciolto in tutta fretta la bolla di ghiaccio nella quale era cristallizzata Cuba, ora gli Usa necessitano di un affaccio il più vicino possibile al Sud America.

È la guerra moderna, quella finanziaria, Il Sud America è un mercato ghiotto per l’Asia, è ricco, evoluto, ha materie prime, soprattutto è un mercato già pronto e soprattutto già colonizzato dalla Cina.

Quindi il Dollaro non è più una moneta forte, ovvero, tende sempre più a indebolirsi a vantaggio dell’euro sostituendo le valute nel commercio delle materie prime, infatti quello che sta accadendo è che il dollaro si indebolisce e l’euro si rafforza nonostante le bazookate di Draghi. Purtroppo l’Europa è destinata a subire questo processo poiché l’Europa è solamente una piattaforma valutaria e politicamente non è niente!

Pechino si sta candidando ufficialmente a diventare la locomotiva del mondo, ci prova, non è sicura di riuscirci è ovvio, ma al momento sta muovendosi bene con buona pace di chi sta convincendosi del contrario. La Fed non può alzare i tassi, il differenziale tra dollaro e yuan diventerebbe ingestibile!

La Bce deve rassegnarsi a vedere l’euro rivalutarsi con inevitabili danni sulle esportazioni che porteranno in sofferenza la ripresa dei Paesi più deboli (il monito di Draghi di ieri sull’uso dei vantaggi del Qe per abbassare il debito e non per spendere a deficit è piuttosto chiaro). La Bce e altri Paesi sovrani non hanno liquidità per comprare oro e quindi sono tagliati fuori dal risiko valutario fra Usa e Cina. 

Pechino cercherà in ogni modo di mantenere alte le esportazioni grazie al minor costo di importazione delle materie prime, e utilizzando l’euro come moneta intermediaria ne metteranno in cassa più possibile cambiandolo in Dollari appena sarà conveniente.

Ci saranno altri colpi bassi come in ogni guerra che si rispetti, e quindi vedremo altri crolli come quello di agosto, ma le munizioni sono inevitabilmente destinate ad esaurirsi, quindi conta chi saprà amministrarle meglio. Ricordate che i capitali non si bruciano ma si spostano.

 Il crollo borsistico di agosto non è stato un segnale di debolezza ma l’avvio piratesco di una strategia per frenare la ripresa Usa, impedire l’aumento dei tassi da parte della Fed, bloccando così la remuneratività del denaro e quindi degli investimenti.

A maggior ragione l’euro è destinato, per strategia cinese, a diventare più importante del Dollaro, e quindi devono cadere tutti i discorsi di uscita dalla moneta unica, è un nuovo motivo insieme agli altri per cui conviene convincersi che l’euro è irreversibile arrivati a questo punto.

In conclusione, la Cina tenta di sostituirsi agli Usa, l’Europa purtroppo non è della partita, dovrà subire la rivalutazione dell’euro con il conseguente rallentamento della propria economia. 

Un futuro tutt’altro che luminoso soprattutto per i Paesi dell’Europa del sud.

Seguiamo. 

autore / Luca Lippi
Luca Lippi
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