Eutanasia, anche l'Italia si spacca. Welby: "Perché un minore può scegliere"

19 settembre 2016 ore 12:38, Andrea Barcariol
Al via oggi nelle commissioni congiunte Giustizia e Affari Sociali l'esame delle proposte di legge sul fine-vita, tra cui quella presentata dall'Associazione Luca Coscioni. Un tema che, sulla scia di quanto accaduto in Belgio (primo caso al mondo di eutanasia su un minore), rischia di creare ulteriori malumori nella maggioranza di governo e che ha già spaccato l'opinione pubblica: da un lato il mondo cattolico, dall'altro i laici che si battono per il diritto di scegliere sottolineando che "la libertà di cura è un diritto sancito dalla nostra Costituzione. E se c'è un diritto una legge dovrebbe tutelarlo". Mina Welby, la vedova di Piergiorgio che nel 2006 ha deciso di staccare la spina dai macchinari che lo tenevano in vita, in un'intervista a Repubblica commenta: "Penso che non si possa parlare di eutanasia per ragazzi con meno di 13 o forse 15 anni, a seconda della loro maturità. Devono comunque essere persone in grado di decidere, e a quell'età in genere lo sono. Il medico deve essere particolarmente preparato, per spiegare al ragazzo quello che sta accadendo e non creargli disagi o malesseri. Sono convinta che questi episodi avvengano anche in Italia, ma nel silenzio. Bambini che soffrono di malattie terribili vengono sedati e lasciati andare via senza soffrire. Ovviamente non sono mai decisioni prese nel giro di mezz'ora o senza valutare le alternative, ma meditate con coscienza".

Eutanasia, anche l'Italia si spacca. Welby: 'Perché un minore può scegliere'
Filomena Gallo segretario dell'Associazione Coscioni - ha spiegato al Messaggero : "Da noi non esiste neppure la legge per gli adulti, è ferma da tre anni in commissione alla Camera. E nel testo non è prevista la possibilità di applicare l'eutanasia ai minori". Sulla vicenda è intervenuto sulle colonne di Repubblica anche Umberto Veronesi - ex ministro della salute:"L'idea di effettuare l'eutanasia su un minore provoca un rifiuto immediato, anzi un senso di ribellione e poi di condanna per chiunque abbia osato anticipare la morte di un bambino. Anche se a chiederlo sono genitori desiderosi di porre fine all'agonia di un figlio, inutilmente prolungata da terapie dolorose e invasive". Emilio Coveri, presidente di Exit Italia (Associazione italiana per il diritto a una morte dignitosa, 38.000 soci e 20 anni di attività quest'anno), nel giorno della notizia del primo caso di 'dolce morte' per un minore in Belgio ha spiegato all''Adnkronos Salute che sono "90 al mese i cittadini italiani che chiamano l'associazione Exit Italia per chiedere di avere informazioni su come ottenere il suicidio assistito in Svizzera"
In Belgio l'eutanasia è stata legalizzata dal parlamento nel settembre 2002. Un sondaggio pubblicato nel 2010 riportò che i morti per eutanasia (rispetto alla totalità degli altri decessi) erano per lo più giovani, malati di neoplasia (tumore maligno), di sesso maschile e per lo più morti all'interno delle loro case: in quasi tutti i casi rilevati, è stata anche segnalata un'insopportabile sofferenza fisica. 



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