Inter-Juve: Perisic scaccia i fantasmi, Allegri li invoca e il Napoli vola

19 settembre 2016 ore 14:00, Micaela Del Monte
E' stata una giornata di campionato un po' strana. La quarta infatti è quella che ha visto perdere la Juventus contro un Inter quasi stratosferica, il Napoli finire in testa alla classifica da solo, il Crotone guadagnare il suo primo punto storico in Serie A, la Lazio trovare la quadratura e asfaltare il Pescara e la Roma giocare bene (forse per la prima volta per 90' in questa stagione) e perdere per un gol in fuorigioco a Firenze.

Fatto sta che a far parlare di sé c'è sicuramente Frank De Boer che, dopo aver rischiato l'esonero in seguito alla bruttissima sconfitta a San Siro in Europa League contro l'Hapoel Beer Sheva, ha messo in campo contro i campioni d'Italia un Inter decisamente diversa. I 90 minuti dell'Inter sono stati davvero inaspettati e splendidi, così perfetti da riuscire a piegare una Juventus imbattuta da mesi e che sicuramente per un attimo, così come ha detto capitan Buffon, è stata presuntuosa. Allegri ha tenuto fuori Higuain, probabilmente anche in vista del turno infrasettimanale, e quando è entrato in campo era decisamente troppo tardi. Questa volta a cambiare la partita non è stato il Pipita, ma Ivan Perisic che, assistito dal capitano nerazzurro Mauro Icardi, firma il definitivo 2-1 dopo le reti di Lichtsteiner e proprio dell'argentino dell'Inter. Insomma, De Boer sembra aver scacciato definitivamente i fantasmi da La Pinetina insieme al suo Perisic, tutto ora starà nel confermarsi mercoledì sera a Empoli, il che potrebbe essere una missione non proprio impossibile. E allora Rudi Garcia dovrebbe aspettare ancora un po' prima di sostituire il tecnico olandese.

Inter-Juve: Perisic scaccia i fantasmi, Allegri li invoca e il Napoli vola
In casa Juve invece si tirano le somme e un po' tutti si prendono le proprie responsabilità, da Allegri e l'esclusione di Huguain, passando per Pjanic che (come avevano già preannunciato i suoi ex tifosi romanisti) sparisce nelle occasione importanti, fino alla superficialità di alcune scelte in campo. Così Buffon alza la voce e fa il capitano, così come fu lo scorso anno contro il Sassuolo quando la Juventus toccò il punto più basso del suo campionato per poi tornare a fare una delle corse più splendide della storia del calcio e a raggiungere il quinto scudetto consecutivo. Gigi striglia i suoi e li "sculaccia": "Siamo stati presuntuosi – ha commentato il numero uno juventino – perché fino a quando abbiamo avuto paura dell’Inter, non abbiamo preso gol. Poi, paradossalmente, dopo il vantaggio abbiamo subìto di più e perso meritatamente. Questa sconfitta brucia, ma può farci bene". Sicuramente l'ha Juve non ha bisogno di crescere mentalmente, ma prendere qualche batosta ogni tanto serve a tutti. 

Insomma, la quarta giornata ci ha insegnato che infondo anche la più forte in assoluto non è imbattibile e che, volendo, il campionato è ancora tutto da giocare. I numeri sono dalla parte delle altre squadre che vogliono contendersi i primi posti e il Napoli, grazie anche al suo nuovo gioiello Arek Milik, ha voluto dimostrarlo a tutti mentre le rivali, come la Roma, continuano a guardare da lontano. Che sia l'anno del cambiamento?

Ecco tutti i risultati della quarta giornata:

Sampdoria-Milan 0-1
Lazio-Pescara 3-0
Napoli-Bologna 3-1
Udinese-Chievo Verona 1-2
Cagliari-Atalanta 3-0
Crotone-Palermo 1-1
Sassuolo-Genoa 2-0
Torino-Empoli 0-0
Inter-Juventus 2-1
Fiorentina-Roma 1-0
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