Bombe New Jersey, Blondet: “Gli Usa rischiano la terza guerra mondiale. Situazione pericolosissima”

19 settembre 2016 ore 12:01, Andrea Barcariol

Intervistato da IntelligoNewsMaurizio Blondet, giornalista e scrittore, commenta gli ultimi episodi accaduti a New York: sabato l’esplosione di un ordigno a Manhattan che ha provocato 29 feriti e oggi il ritrovamento di uno zaino con cinque bombe presso la stazione Elizabeth, nel New Jersey, sui binari della linea che collega con l’aeroporto di Newark.


Che idea si è fatto di quanto accaduto?

«Secondo me potrebbero essere delle vendette di guerriglieri o di persone vicine agli ambienti islamici che gli Stati Uniti hanno sostenuto, sotto Assad, che adesso si sentono traditi. Questi hanno mantenuto per anni e anni i combattenti per la libertà, li hanno addestrati e ora sono stati abbandonati o rischiano di essere abbandonati. Il Pentagono ormai rischia di non obbedire più neanche a Obama. In poche parole sono dei terroristi che sentendosi abbandonati dal loro protettore si vendicano? Un rischio simile ci fu anche in Italia ai tempi dell'unità...».


Dopo gli attentati in Europa, la nuova mission del terrorismo è tornare a colpire gli Stati Uniti?

«Penso che molti governanti europei stiano facendo una figura pessima in questo momento, magari anche minacciati perché sono nelle mani di un potere terrificante che è anche in disfacimento. I generali americani non obbediscono al ministro degli Esteri. La situazione è pericolosissima, gli Usa rischiano la terza guerra mondiale perché ritengono di poterla vincere. La pace per loro significherebbe perdere questa pioggia d’oro, di miliardi di dollari, dilapidati dalle forze armate e dal sistema militare-industriale. In 15 anni di presunta guerra al terrorismo, la sola conseguenza che abbiamo avuto è stato l’aumento del terrorismo che non deve mai finire. Questo potere inizia veramente a far paura, credo anche agli europei che si trovano di fronte a un totalitarismo terrificante».


Bombe New Jersey, Blondet: “Gli Usa rischiano la terza guerra mondiale. Situazione pericolosissima”
Quanto possono incidere questi episodi sulla sfida elettorale tra Clinton e Trump del prossimo 8 novembre?

«Questo è difficile da prevedere, tutti cercano di sfruttare questo episodio, Trump ha fatto il duro ma è chiaro che finché non ci sono morti, secondo me non c'è una grande rilevanza. Se ne parlerà oggi, domani, ma tra qualche giorno si parlerà di altro, degli argomenti da campagna elettorale. La gente, ad esempio, non sa che a Chicago per omicidio vengono uccise 90 persone al mese. E’ chiaro che quelle sono rivolte sociali con bande armate. In America c’è una situazione in gran parte incontrollabile».

 

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