L'apocalisse terrestre, dalla terra al mare: come avanza l'estinzione delle specie

19 settembre 2016 ore 21:17, Micaela Del Monte
Gorilla di montagna, Orango di Sumatra, Elefante di Sumatra, Leopardo di Amur, Vaquita, Lemure del Madagascar, Rinoceronte di Giava, Tartaruga liuto, Tigre siberiana e il Saola. Sono questi gli animali terrestri a rischio estinzione che potrebbero scomparire proprio nel 2016. Ma sono solo alcuni dei nomi degli animali che potrebbero definitivamente abbandonare il nostro Pianeta per sempre. E se il Panda non è più considerato un animale a rischio sono davvero tanti quelli che, per colpa dell'uomo, devono combattere per poter continuare ad esistere. 

L'apocalisse terrestre, dalla terra al mare: come avanza l'estinzione delle specie
Ma a poter scomparire non sono soltanto gli animali che popolano la nostra terra, anche in mare infatti ci sono diverse specie che, per colpa dell'inquinamento e della pesca, potrebbero sparire dalle nostre acque. Ogni anno si allunga infatti anche la lista delle specie marine in via o a rischio estinzione. I ricercatori hanno esaminato 2.497 gruppi di vertebrati marini e molluschi e sono stati poi messi a confronto con il numero e la qualità delle specie estinte in questo periodo con quelle sparite nelle cinque grandi estinzioni di massa che hanno caratterizzato la storia della Terra.

Lo studio cita come base di esempio la scomparsa delle grandi lumache di mare alla barriera corallina, ovvero la principale forma di protezione delle stesse, senza le quali si sono moltiplicate le stelle marine che mangiano e distruggono il corallo. Esemplare è anche il rischio di estinzione di tonni e merluzzi, a causa della pesca intensiva, che priverebbe l’umanità di una importante fonte di proteine. A grave rischio estinzione, sempre in ambito marino, ci sono anche la balenottera comune, il delfino comune e il tursiope, il grampo, l'orca, la foca monaca, la tartaruga marina caretta caretta e la tartaruga liuto, già sporadica sulle nostre coste, numerosissime specie di mante e le due specie di cavalluccio marino

"L'abbiamo visto un sacco di volte - ha commentato uno degli autori, Noel Heim, con il quotidiano britannico Guardian -. Gli umani entrano in un nuovo ecosistema e gli animali più grandi sono uccisi per primi. Gli ecosistemi marini finora erano stati risparmiati, perché fino a poco tempo fa gli umani non avevano la tecnologia per pescare nel mare profondo su scala industriale". Per il direttore della ricerca, Johnathan Payne, "molte specie di grandi dimensioni giocano un ruolo decisivo negli ecosistemi e la loro estinzione potrebbe portare a ricadute ecologiche che influenzerebbero la struttura e il funzionamento degli ecosistemi stessi in futuro".

In grave pericolo anche numerosissime piante quasi sconosciute ma preziose perché esclusive di molte isole come l'abete dei Nebrodi, la Calendula marittima, la zelkova e la viola di Ucria in Sicilia, due aquilegie del Gennargentu (barbaricina e nuragica), la Poligala sinisica o il raro ribes sardo e il lamyropsis microcephala, una specie di cardo sempre del Gennargentu.
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