Samsung paga la fretta: il Galaxy Note 7 "una mina" anche in Cina

19 settembre 2016 ore 19:00, Americo Mascarucci
C’è un detto molto conosciuto secondo il quale la gatta che volle partorire prima del tempo fece i gattini ciechi.
Questo proverbio sembra ritagliato su misura per la vicenda che ha coinvolto Samsung costretta a ritirare dal commercio il Galaxy Note 7 dopo che i primi esemplari venduti sono esplosi sulle mani degli utenti, a causa pare di un difetto alle batterie. 
Pare che in questo caso la causa dei problemi sia da legare alla fretta con la quale Samsung ha tentato di bruciare sul tempo la concorrenza di Apple. 
Lo riferisce Bloomberg,che afferma di aver avuto conferma da fonti ben informate e di sicura garanzia. 
"All'inizio dell'anno i manager della compagnia sudcoreana hanno cominciato a sentire voci secondo le quali il prossimo iPhone non avrebbe avuto innovazioni di rilievo. Il dispositivo avrebbe avuto un aspetto uguale a quello dei due modelli precedenti", scrivono i reporter di Bloomberg. 
"Così i massimi dirigenti di Samsung Electronics, hanno deciso di accelerare il lancio di un nuovo telefono, convinti che sarebbe piaciuto ai consumatori e che avrebbe sfruttato l'opportunità". 
Una fretta che però è costata cara a Samsung che si è vista costretta a ritirare i prodotti già lanciati a scopo precauzionale dopo che alcuni modelli erano esplosi. 

Samsung paga la fretta: il Galaxy Note 7 'una mina' anche in Cina
E ad aggravare la situazione nelle ultime ore ci si è messa anche la notizia dell’esplosione di smartphone in Cina.
Il tutto dopo che Samsung aveva garantito che i cellulari venduti in Cina non erano a rischio.
Un brutto affare per la compagnia che certamente pagherà a lungo i costi di questa operazione decisamente fallimentare.
Non è dato sapere se effettivamente sia stata la fretta di battere Apple sul tempo, la causa dei problemi rilevati ma certo è che un’azienda di comprovata esperienza come Samsung avrebbe dovuto sperimentare il prodotto prima di commerciarlo evitando pii di dover correre ai ripari disponendo il ritiro.  
Ritiro che secondo Bloomberg potrebbe costare a Samsung circa 2 miliardi di dollari.

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