Renzi in Usa per l'Onu coi nodi immigrazione e crescita. Va da Clinton, ma spera in Obama

19 settembre 2016 ore 15:19, intelligo
Dopo le ombre del vertice Ue di Bratislava, la 71esima Assemblea generale dell'Onu. E c'è sempre Renzi. E' appena atterrato il premier che fino a martedì sera resterà negli Stati Uniti, non prima di aver rilasciato un'intervista al vetriolo sul Corriere della Sera, dove manda un messaggio preciso ai colleghi europei: "Non faccio la bella statuina. Voglio risultati concreti non parate scenografiche".
Tra un'ora circa (ora italiana) inizierà la sua "missione" dando il suo sostegno ai democratici prima di andare al Summit dell'Onu per rifugiati e migranti. Sarà infatti presente al Clinton Global Initiative, moderato da Bill Clinton e dove incronterà il presidente argentino Mauricio Macri. In serata riceverà il premio Global Citizen Award dell'Atlantic Council. Due i temi fondamentali a cuore in questo tour: l'immigrazione e la crescita. E all'Assemblea generale dell'Onu che rivedrà Angela Merkel e Francois Hollande e anche se con loro dice che non c'è "nessun problema", la verità è che si sente abbandonato da Berlino, perché in queste ore proprio il presidente della Bundesbank Jens Weidmann ha parlato di debito italiano come di un nodo da sciogliere (e che non potrà mai essere sciolto a dirla tutta) e ha ribadito nessuna flessibilità ancora da regalare al nostro Paese.
Tra giri e raggiri Usa, il premier sarà anche al think thank del Council on Foreign Relations, dov4e Matteo spera di incontrare a New York Obama. E magari vorrebbe dirgli che oltre il problema deficit il nodo vero è quello migranti e che l'Europa non riesce a gestire.

Renzi in Usa per l'Onu coi nodi immigrazione e crescita. Va da Clinton, ma spera in Obama
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