Parisi, parla Molteni (Lega): "Due mondi troppo distanti: il Palazzo chiuso e vecchio e poi noi, il nuovo"

19 settembre 2016 ore 16:39, Marco Guerra
“Nella convention di palazzo di Parisi c’era la politica che non deve tornare più. A Pontida il Popolo”. Nicola Molteni, parlamentare della Lega Nord, spiega ad IntelligoNews a quali condizioni può ancora ripartire il dialogo tra il Carroccio e Forza Italia: “Si parta dai programmi, basta minestroni che hanno già fallito”.
 
Che impressione ha avuto della convention di Parisi? Cosa non vi ha convinto? 
“Guardi io non l'ho nemmeno seguita, ero a Pontida! Ho sentito la freschezza, la forza e la volontà che veniva dal nostro prato. Due mondi troppo distanti. Da una parte il palazzo chiuso di Parisi, dall'altra il popolo, le idee  e le proposte di Matteo Salvini. Da una parte c'era il vecchio dall'altra il nuovo. All'evento di Parisi c'erano De Michelis, Scaiola, Sacconi. Insomma la politica che non deve più tornare secondo noi”. 

Ma c'è ancora una possibilità raggiungere la quadra tra Forza Italia e Lega Nord?
“Su questo ha già detto tutto Salvini. Il segretario a Pontida è stato chiaro. La Lega non è un partitino e non vogliamo essere schiavi di nessuno. Gli accordi si fanno sulla condivisione dei programmi. Quindi o si accettano le nostre proposte o nessuno ci obbliga a stare insieme. Le proposte e i temi fondamentali sono stati elencati: immigrazione, tasse, eliminazione della legge Fornero. E poi un’idea di Europa diversa, che sia un’Europa che difenda i propri confini e i propri lavoratori  e non gli interessi delle multinazionali e delle banche. Chi non sta con noi sta con la Merkel. Chi
Parisi, parla Molteni (Lega): 'Due mondi troppo distanti: il Palazzo chiuso e vecchio e poi noi, il nuovo'
condivide tutto questo è ben accetto. Noi non vogliamo marmellate che non hanno già funzionato in passato. Noi vogliamo rivoluzionare questa Europa. Chi guarda ancora con benevolenza a questa Europa che sta massacrando il sistema economico del nostro Paese guarda al passato e farà scelte differenti”.

Insomma ha elencato il programma del prossimo centrodestra?
“La differenza non è più tra centrodestra e centrosinistra ma tra libertà e schiavitù, tra sovranità e dittatura europea. Noi siamo dalla parte dei popoli. E non siamo né populisti, né razzisti, né xenofobi ma solo persone di buon senso che toccano con mano i problemi reali”.

Quindi invece di partire dalla leadership e dai vecchi schemi di alleanza si parte dai programmi per dialogare?
“Si deve partire dalle cose concrete. Ieri a Pontida si è respirata aria di novità, di soluzioni concrete, altrove non mi pare…altrove si è guardato al passato”.
autore / Marco Guerra
Marco Guerra
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