Prato, frasi pro Isis e maltrattamenti alla moglie: allontanato da casa

02 agosto 2016 ore 10:37, Andrea Barcariol
Ha ricevuto dal tribunale di Prato il divieto di avvicinarsi alla sua famiglia perché accusato di continuare a maltrattarla. Un cinquantenne algerino era già stato condannato per maltrattamenti in passato, ma la moglie lo aveva voluto riprendere a casa sperando che la situazione potesse migliorare. Questa mattina la polizia municipale - in seguito ad un'inchiesta del sostituto procuratore Antonio Sangermano - gli ha notificato un provvedimento che contiene il divieto di avvicinarsi alla casa dove abitano la moglie italiana e due figli. Secondo quanto riferito dai testimoni, l'algerino avrebbe inneggiato all'Isis mentre picchiava la moglie davanti agli occhi dei figli di 14 e 16 anni. Un'aggressione che aveva spinto il figlio maggiorenne della coppia a impugnare un tubo di ferro col quale ha colpito il padre rompendogli un braccio.

Prato, frasi pro Isis e maltrattamenti alla moglie: allontanato da casa
"Prima o poi arriveranno anche qui", avrebbe ripetuto esplicitamente più volte riferendosi alla campagna del sedicente Stato Islamico. Una situazione familiare estrema, quella in cui è maturata la vicenda, un caso che gli addetti ai lavori classificano come "maltrattamento culturale". Disoccupato e forte consumatore di droghe leggere, riferiscono gli inquirenti, l'algerino pretendeva però che moglie e figli rispettassero alla lettera i precetti dell'Islam e alla figlie adolescenti aveva vietato l'uso di Facebook.
Secondo le ultime informazioni l’Isis avrebbe minacciato l’Italia inviando sui social media un fotomontaggio nel quale vengono mostrate delle sagome di uomini armati dirigersi verso il Colosseo e la Torre di Pisa. Non solo. Sulla rivista Dabiq è stato pubblicato un appello inquietante: "Rompiamo la croce" per esortare i combattenti a nuovi attentati.
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