Meloni allontana Le Pen ma non Salvini: "Di Parisi non mi fido"

02 agosto 2016 ore 11:20, Americo Mascarucci
"La nostra metà campo è una metà campo che deve organizzarsi, che deve riflettere. E la riflessione non può non riguardare anche Fratelli d’Italia"
Giorgia Meloni in un’intervista al Corriere della Sera spiega la strategia del futuro partendo da un punto imprescindibile:
"Non ho ragione per allontanarmi da Salvini - spiega - Matteo è un ottimo alleato con il quale abbiamo condiviso molte battaglie. Ad esempio, abbiamo una visione comune su una grande questione come il rapporto con l’Europa e l’allergia agli inciuci con Renzi".
Ma dentro il partito il dibattito è aperto. 
Giovanni Donzelli, coordinatore dell’esecutivo di FdI e vicinissimo alla Meloni, ha scritto una lettera al partito chiedendo di cambiare rotta su alcuni temi fondamentali per poter incrementare un consenso altrimenti limitato. "Nessuno dice che sommando i voti presi a Roma e Milano siamo il primo partito del centrodestra e che la lista Meloni ha preso più voti di quella di Parisi – scrive Donzelli – è arrivato il momento di essere ambiziosi e ridisegnare i nostri confini. Via il simbolo di An dal nostro logo è un feticcio che ci distrae dal futuro. Guardiamo a pubbliche e medie imprese, commercianti, liberi professionisti che tengono in piedi l’Italia e che nessuno rappresenta". 
"In Europa – prosegue Donzelli – non possiamo sostituire la sudditanza alla Merkel con quella verso la Le Pen. Un’Europa a trazione francese non farebbe gli interessi dell’Italia e la Le Pen sulla famiglia è più vicina a Vendola che a noi".

Meloni allontana Le Pen ma non Salvini: 'Di Parisi non mi fido'
La Meloni ha raccolto l’appello e al Corsera spiega: "Nel nostro partito è in corso un dibattito aperto. D’altro canto le elezioni amministrative hanno inviato un segnale importante. Prendiamo il caso di Roma. Lì, da soli e senza big al nostro fianco, ma con un programma credibile per la Capitale, abbiamo sfiorato il ballottaggio". 
L'alleanza con il Front National comunque comincia ad andare stretta a parecchi, convinti che l'estremismo paghi fino ad un certo punto in termini elettorali.
"Marine Le Pen ha una visione patriottica che è compatibile con il nostro programma - spiega Meloni - Il nostro obiettivo è un altro: un modello di difesa degli italiani, senza scimmiottare i francesi".
Su Stefano Parisi avverte: "È un autorevolissimo interlocutore, però continuo a porre una domanda: cosa farebbe FI in un eventuale Renzi-bis dopo la sconfitta al referendum costituzionale?". 
Ma sul suo programma liberal popolare è categorica: "Non l’ho compreso, mi mancano un pò di elementi. Sembra che si rifaccia al programma dei repubblicani americani. Però vorrei sapere cosa c’entrino Alfano e Verdini con Donald Trump"..

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