L'anti-caporalato passa al Senato, pene non solo per il "caporale"

02 agosto 2016 ore 11:26, Luca Lippi
In Aula a palazzo Madama è stato approvato il primo giorno del mese di agosto il disegno di legge contro il fenomeno del "caporalato"; 190 i voti favorevoli, nessun voto contrario e 32 astenuti. Ora il disegno di legge può tornare alla Camera.

Cosa prevede il Ddl
Carcere fino a 6 anni per chi esercita lo sfruttamento dei lavoratori agricoli, in sostanza il provvedimento riscrive il reato di intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro, prevedendo la responsabilità diretta del datore di lavoro, la semplificazione degli indici di sfruttamento e la possibilità di commissariamento dell'azienda. 
All’interno dello stesso Ddl sono state inseriti anche disposizioni sulla Rete del lavoro agricolo di qualità e un piano di interventi a supporto dei lavoratori che svolgono attività stagionale di raccolta dei prodotti agricoli. 

Le nuove norme individuano come indice di sfruttamento la corresponsione ripetuta di retribuzioni difformi dai contratti collettivi e la violazione delle norme sull'orario di lavoro e sui periodi di riposo. 
Altri parametri presi in considerazione le violazioni in materia di sicurezza nei luoghi di lavoro, la sottoposizione a metodi di sorveglianza o situazioni alloggiative degradanti. 

Reclusione da uno a sei anni per l'intermediario e per il datore di lavoro che sfrutti i lavoratori, approfittando del loro stato di bisogno. Se poi i fatti sono commessi mediante violenza e minaccia la pena aumenta da cinque a otto anni ed è previsto l'arresto in flagranza. 
Il fenomeno del caporalato colpisce più di 400mila lavoratrici e lavoratori, sia italiani che stranieri, e di cui si parla solo in occasione di eventi drammatici, la modifica delle norme da inserire nel Codice Penale consente il controllo degli organi Istituzionali preposti consentendo l’intervento direttamente nell’azienda individuata come promotore del reato evitandone la chiusura e quindi conseguenze sul lavoro e soprattutto sui lavoratori. 

L'anti-caporalato passa al Senato, pene non solo per il 'caporale'

Il parere dei diretti interessati
Il ministro dell'Agricoltura, Maurizio Martina: “Una legge cruciale per sradicare una piaga inaccettabile, come la mafia”, il Ministro valuta il Ddl come “una battaglia che non è solo di civiltà, ma di giustizia” auspicando contestualmente tempi rapidi a Montecitorio.
Fuori dal coro della maggioranza c’è il senatore azzurro Bartolomeo Amidei che giudica la nuova legge “incapace di risolvere il problema”.
Nello specifico il senatore di Forza Italia dice: “le imprese agricole hanno bisogno di sostegno, evitando che siano vittime di una semplicistica criminalizzazione, anche per fatti oggettivamente meno gravi. È necessario innescare un circolo virtuoso che sia in grado di premiare chi vuole rispettare le regole, senza che queste diventino espressione di burocrazia e di vessazione. Semplificare gli adempimenti, incentivare l'imprenditoria agricola e non solo, è decisivo per trovare una soluzione efficace e duratura che metta fine ad una realtà radicata soprattutto in alcune regioni d'Italia, dove le mafie controllano parte del territorio e dettano legge”.
Coldiretti invece focalizza l’attenzione sul fenomeno del prezzo dei prodotti agricoli. In sostanza Coldiretti sottolinea che il Ddl è importante ma che ora è necessario intervenire “per rompere la catena dello sfruttamento che inizia dal sottopagare i prodotti agricoli pochi centesimi. Occorre combattere senza tregua il becero sfruttamento che colpisce spesso la componente più debole dei lavoratori agricoli, con pene severe e rigorosi controlli, ma serve una grande azione di responsabilizzazione di tutta filiera, dal campo alla tavola, per garantire che dietro tutti gli alimenti, italiani e stranieri, in vendita sugli scaffali, ci sia un percorso di qualità che riguarda l'ambiente, la salute e il lavoro, con una equa distribuzione del valore che non è possibile se le arance nei campi sono sottopagate a 7 centesimi al chilo e i pomodori poco di più”.
In sostanza, a parte le fisiologiche critiche delle opposizioni, ora è compito della Camera procedere a una veloce “puntualizzazione” delle Norme e relativa approvazione, e poi seguiamo gli sviluppi sul campo.

autore / Luca Lippi
Luca Lippi
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