Immunoncologia allunga-vita: l'arma dell'ultima frontiera anti-tumori

02 agosto 2016 ore 10:20, Lucia Bigozzi
Si chiama immunoterapia ed è considerato un metodo efficace per contrastare il tumore e al tempo stesso consentire al paziente di vivere più a lungo. L’obiettivo del metodo scientifico studiato e testato da molti anni, è potenziare il sistema immunitario dei pazienti in modo tale da “far crescere” dentro il loro organismo le “armi” naturali per combattere la malattia: il tutto, quindi, passa da anticorpi e in alcuni casi da una sorta di vaccini che guidano l’organismo indicando il modo per reagire alle cellule impazzite del tumore. L’immunoterapia è stata la tecnica scientifica di cui si è a lungo discusso nel recente congresso dell’American Society of Clinical Oncology, ritenuto dalla comunità scientifica il più importante evento mondiale nel campo dell’oncologia. I primi risultati importanti sono già stati raggiunti per quanto riguarda il melanoma. Ma i ricercatori sono fiduciosi che la tecnica possa arrivare a dare gli stessi risultati anche con il cancro del polmone che oggi colpisce il 15 per cento dei non fumatori ed è tra le malattie a più alto rischio di mortalità. Carmine Pinto, presidente dell’Associazione Italiana di Oncologia Medica, spiega al Corsera che “l’immunoncologia si è affermata come la quarta strategia terapeutica disponibile per sconfiggere il cancro, accanto a chirurgia, radioterapia e farmaci. 

Immunoncologia allunga-vita: l'arma dell'ultima frontiera anti-tumori
Il suo potenziale consiste nell’ormai più volte verificata capacità di eradicare le cellule cancerose una volte riconosciute come ‘nemiche’ dell’organismo: in pratica con diversi farmaci
si riescono a stimolare le nostre naturali difese e a potenziare le capacità del nostro sistema immunitario perché reagisca contro il tumore. I nuovi medicinali immunoterapici sono al centro dell’attenzione durante i principali congressi scientifici mondiali e l’Italia ha guidato i più importanti studi clinici con questa nuova arma”. La nuova frontiera delle sperimentazioni oggi riguarda altre forme tumorali come quelle che colpiscono la testa, il collo, il cervello ma anche le patologie che danneggiano il sistema sanguigno. Intanto, Sergio Bracarda, Direttore dell’Unità di Oncologia Medica di Arezzo, Azienda USL Toscana Sudest, spiega che l’immunoterapia dà risultati “nel tumore del rene, dove la chemioterapia e la radioterapia si sono dimostrate, storicamente, poco efficaci”. 

autore / Lucia Bigozzi
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