Renzi "canta" vincerò, ma spersonalizza sempre più il referendum

02 agosto 2016 ore 11:18, Americo Mascarucci
"Questo è un referendum sul futuro dell'Italia e io sono certo che, se gli elettori leggeranno il quesito, voteranno per il cambiamento".
Il Premier Matteo Renzi sul referendum costituzionale di ottobre sembra aver cambiato più volte strategia passando dal "se perdo vado a casa" al "questo non è un referendum sul Governo".
L’esito della consultazione è molto incerto anche perché i sondaggi in proposito sono piuttosto "ballerini".
Ma Renzi sprizza ottimismo.
"Vincerò – ha detto in un'intervista a Cnbc - ma penso che la gente debba comprendere quale instabilità seguirebbe in caso di bocciatura delle riforme. Non ci sarebbe soltanto la permanenza di un sistema di turnover nei governi molto rapido, ma anche il rischio che, si guardi ai sondaggi, il Movimento Cinque Stelle possa guidare il Paese. La gente deve capire che cosa vuol dire votare no, e noi lo abbiamo imparato dal Regno Unito".
Insomma dall'ottimismo all'allarmismo il passo è breve.
Il Premier punta ancora una volta a "spersonalizzare" il referendum evitando che possa trasformarsi in un plebiscito su di lui e sul Governo. 
"La nostra strategia - spiega - nelle prossime settimane, sarà centrata sul fatto che questo non  è il referendum di Renzi, ma che questo è un referendum per cambiare il Paese. Penso che la priorità sia non impostare la campagna elettorale sulla paura della possibile vittoria degli altri, ma sulla narrativa riguardo cosa accadrà se alla fine l'Italia sceglierà la semplicità" ha detto ancora Renzi, 

"Penso che l'Italia sia un paese molto serio ed io credo nel mio Paese - ha aggiunto ancora - Dopo molti anni di discussioni abbiamo raggiunto questo risultato e ci rivolgiamo all'elettorato chiedendo se voglia il cambiamento scegliendo il futuro, o continuare con questo modello distruggendo le prospettive di crescita". 
Renzi 'canta' vincerò, ma spersonalizza sempre più il referendum
Renzi a Cnbc ha poi concluso ribadendo ciò che ha sempre dichiarato ossia le dimissioni in caso di sconfitta referendaria. "Ho usato parole molto forti sul mio futuro dopo il referendum. Abbiamo anche la recente esperienza nel Regno Unito: non è facile perdere il referendum e tornare il giorno dopo come se non fosse successo niente, non sarebbe corretto. Ma la priorità in questo momento è scoprire su cosa è questo referendum".

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