Finita la GMG restano le polemiche sui "cattolici fondamentalisti"

02 agosto 2016 ore 12:10, Americo Mascarucci
"A me non piace parlare di violenza islamica, perché tutti i giorni quando sfoglio i giornali vedo violenze qui in Italia; c’è quello che uccide la fidanzata o la suocera e questi sono cattolici battezzati. Se parlassi di violenza islamica dovrei parlare anche di violenza cattolica". 
Hanno fatto molto discutere queste frasi di Papa Francesco pronunciate con riferimento agli ultimi attentati di matrice islamica, fra cui quello di Rouen avvenuto all'interno di una Chiesa dove un anziano parroco è stato sgozzato da due fondamentalisti. 
Sui social le critiche all'indirizzo del Papa sono state molteplici e c’è stato chi ha addirittura postato la foto di un terrorista dell'Isis accanto a quella di madre Teresa di Calcutta con la scritta: "Ecco l’integralismo cattolico".
Ironia a parte, che c’entra l’italiano che uccide la fidanzata, i genitori o la suocera con il terrorista islamico che ammazza in nome di Allah? 
A parte il fatto che non sta scritto da nessuna parte che chi commette un omicidio debba essere per forza cattolico, ma ammesso anche che lo sia, certamente non uccide la fidanzata, i genitori o la suocera in nome di Dio o di Gesù Cristo. Quando si uccide la propria fidanzata o moglie lo si può fare per vari motivi, per gelosia, perché si ama un’altra donna, perché si è in preda ad un raptus, non certamente per motivazioni religiose. I battezzati che commettono omicidi non lo fanno sostenendo di seguire il Vangelo o di agire in nome di Dio. I terroristi islamici invece giustificano ogni barbarie in nome del Corano. In loro la matrice religiosa è costante e non si può far finta che la violenza non sia puramente islamica. Poi certo, nel caso dell'Isis si è sicuramente in presenza di un’interpretazione manipolata del Corano, ma sempre di violenza religiosa si tratta.
E allora che c’entra il paragone del Papa? Quali cattolici ammazzano in nome di Dio? Quali cattolici entrano nelle moschee e sgozzano gli imam in nome di Gesù Cristo o del Vangelo?
"Una cosa è certa - ha aggiunto il Papa - in ogni religione c'è sempre un piccolo gruppetto fondamentalista. Anche noi ne abbiamo. E quando il fondamentalismo arriva ad uccidere si può uccidere con la lingua e si può uccidere con il coltello come dice l'apostolo Giacomo".
Con tutto il rispetto per l'apostolo però, è opportuno questo paragone di fronte a quanto avvenuto a Rouen e in Europa con i ripetuti atti di terrorismo? E poi, chi sarebbero questi pericolosi fondamentalisti cattolici? Forse quelli che dentro la Chiesa si ostinano a difendere la tradizione e la dottrina dell'avvento delle ideologie moderniste e nichiliste? Denunciare, parlare, accusare, calunniare per quanto grave potrà mai essere grave quanto sgozzare, bruciare vivi, crocifiggere o far saltare in aria le persone?

Il vescovo di Ascoli Piceno Giovanni d'Ercole sul suo profilo Facebook mette però in guardia da un rischio concreto e che più volte anche noi di Intelligonews abbiamo evidenziato.
"Esiste un filtro - spiega d'Ercole - che i media applicano ormai sistematicamente alle parole e ai gesti di papa Francesco. Quando dice cose che fanno parte della cultura dominante vengono riprese e amplificate. Quando dice ciò che va controcorrente, si tace. Un esempio tra tanti: il discorso alle autorità polacche all'inizio della sua visita a Cracovia. Il richiamo al dovere di accogliere i profughi ha trovato grande eco, mentre silenzio assoluto sul passaggio dedicato alla vita. 'La vita va sempre accolta e tutelata – entrambe le cose insieme: accolta e tutelata – dal concepimento alla morte naturale', ha affermato, 'e tutti siamo chiamati a rispettarla e ad averne cura'. In Polonia il governo ha annunciato di voler introdurre una nuova legge più restrittiva riguardo all'aborto e quest'annuncio ha suscitato l’immediata mobilitazione del fronte abortista a Bruxelles e altrove in sede europea. Il Papa ha incoraggiato la Polonia sottolineando che il no all'aborto ha senso nella misura in cui si colloca in una prospettiva non solo di accoglienza ma anche di generale tutela della vita. Ma per certi media queste parole non meritano di essere riportate. Non fermatevi, amici, a quello che i media riportano, ma andate a leggere TUTTE LE PAROLE del Papa dalla prima all'ultima".

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