Raid Usa in Libia, Rizzo (Pc): “Alle porte della terza guerra mondiale. Confronto tra Usa e Francia"

02 agosto 2016 ore 16:45, Lucia Bigozzi
“Dietro ogni guerra c’è l’economia e questo si chiama imperialismo”. “In Libia c’è anche un confronto tra imperialisti: Usa e Francia”. “Gentiloni? Un dipendente della Nato”. “Mi permetterei a bassa voce di dire che stiamo già veleggiando verso la terza guerra mondiale”. Quattro concetti attorno ai quali Marco Rizzo, segretario nazionale del Partito Comunista, articola il ragionamento con Intelligonews, nel giorno in cui gli States aprono i bombardamenti anti-Isis a Sirte. 

L’America apre la guerra all’Isis in Libia. Con quali rischi e reazioni secondo lei?

"Come sempre muovono le dinamiche economiche: dietro ogni guerra, ogni azione militare c’è l’economia e questo si chiama imperialismo. L’altro aspetto riguarda la politica internazionale degli Usa che è schizofrenica. Ho postato su Facebook il video della Clinton che ammette che i mujhaeddin li hanno fatti nascere loro in funzione anti-sovietica, poi la situazione gli è sfuggita di mano, dice lei. Ma non è così perché se l’America ha fatto questo l’Arabia Saudita alleato degli Usa e oggi finanziatore dell’Isis, tutto ciò è un po’ strano: Usa e Isis sono un po’ come i ladri di Pisa. Aggiungo un altro aspetto…". 

Raid Usa in Libia, Rizzo (Pc): “Alle porte della terza guerra mondiale. Confronto tra Usa e Francia'
Quale?

"Se fanno i bombardamenti lì, evidentemente c’è un elemento anche di confronto tra imperialisti, quindi tra la Francia e gli Usa. La guerra a Gheddafi è stata fatta dall’imperialismo europeo per sottrarre la Libia all’influenza italiana e passarla a quella francese e l’intervento Usa in Libia non è solo il confronto tra Usa e Isis, ma anche il confronto tra Stati Uniti e Francia". 

I dubbi dell’Italia. Oggi il ministro Gentiloni dichiara: “Valuteremo eventuali richieste”. Cosa significa? Siamo pronti alla guerra? E con quali conseguenze per noi?

"L’Italia non ha mai avuto quella che si definisce una sovranità nazionale in politica estera. Forse l’unica volta che l’ha avuta è stata a Sigonella e Craxi e Andreotti ne pagarono le spese Gentiloni non fa altro che il suo mestiere: un dipendente dell’Alleanza atlantica; se la Nato chiama loro rispondono. Credo che questo faccia parte anche della campagna elettorale americana; non è un caso che alla convention democratica ci fossero numerosi esponenti del Pd".

Ma sono sempre i democratici a fare la guerra?

"Principalmente le guerre le hanno dichiarate i presidenti Usa democratici perché il Partito democratico è quello che ha una visione imperialista. Mentre i repubblicani e i conservatori sostengono il concetto in base al quale l’America deve pensare a se stessa". 

Nell’idea del conflitto che si va delineando, sarà una guerra-lampo oppure sarà come in Afghanistan, ovvero ‘infinita’?

"Come sempre, le guerre si sa quando iniziano ma non quando terminano; è una frase banale ma nella storia ha avuto varie conferme. Tutta quell’area è una polveriera, dalla Turchia di Erdogan allo stesso Israele. Tendenzialmente, mi permetterei a bassa voce di dire che siamo già veleggiando verso la terza guerra mondiale". 
autore / Lucia Bigozzi
Lucia Bigozzi
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