"Illegali" i raid Usa in Libia: ora parla la Russia

02 agosto 2016 ore 12:58, Americo Mascarucci
La Russia "sconfessa" i raid americani in Libia.
L'ambasciatore russo in Libia, Ivan Molotkov, ha dichiarato infatti che i raid statunitensi "non presentano elementi di legalità. 
Accuse lanciate in una dichiarazione all'agenzia di stampa "Interfax".
"Dal punto di vista del diritto - ha dichiarato Molotkov- è molto difficile individuare elementi di legalità negli attacchi Usa. Attualmente in Libia è difficile palare di diritto".
Sempre secondo l'agenzia "Interfax" un rappresentante del Dipartimento di Stato Usa avrebbe risposto alle accuse rivendicando il diritto di autodifesa. 
"Gli Stati Uniti hanno la possibilità di usare la forza militare contro i militanti islamisti in Libia come auto-difesa nel quadro del conflitto armato incorso contro lo Stato islamico".
Su richiesta del governo libico riconosciuto dalla comunità internazionale , gli Stati Uniti hanno lanciato i loro primi attacchi aerei contro le posizioni dei jihadisti dello Stato Islamico (Isis) nella loro roccaforte Sirte.

'Illegali' i raid Usa in Libia: ora parla la Russia
Lo scorso 26 luglio, il premier libico al Sarraj aveva chiesto alla Francia di spiegare la presenza militare francese nella parte orientale della Libia, dove ha sede il governo di Tobruk non riconosciuto dalla comunità internazionale, denunciando una "interferenza inaccettabile".
Fayez al-Sarraj aveva anche "convocato" l'ambasciatore di Francia in Libia, Antoine Sivan, "per esprimere protesta formale sulla presenza (militare) francese a est". 
In una conversazione telefonica con al-Sarraj, il ministro degli Esteri francese Jean-Marc Ayrault "ha ribadito il pieno sostegno della Francia nel governo di Concordia Nazionale nei suoi sforzi per unificare la Libia e il ripristino delle sue istituzioni".

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