Cibo spazzatura killer del fegato di bambini: maggior rischio per i maschi

02 agosto 2016 ore 21:10, Americo Mascarucci
L’obesità infantile dilaga in Italia. 
La colpa secondo gli esperti dipenderebbe dallo scarso esercizio fisico e dalle pessime abitudini alimentari. 
I bimbi mangerebbero troppo junk food (cibo spazzatura).
Lo afferma una ricerca pubblicata su 'Plos One', che ha indagato cosa accade al fegato quando in età pediatrica prevale una dieta a base di junk food e di zuccheri
La progressione della malattia sarebbe infatti più veloce, con prognosi generalmente più grave rispetto agli adulti. 
E questo accade in particolare nei maschi. 
Sono stati analizzati 6 topi dall'età dello svezzamento fino all'età adulta che nell'uomo corrispondono ad un passaggio dai 3 ai 30 anni. 
Sono stati nutriti con una dieta ad alta percentuale di grassi e con acqua addizionata con fruttosio. 
Ad un mese dall'inizio dell’esperimento tutti manifestavano i sintomi della steatosi epatica, detta anche fegato grasso. Si tratta di una patologia degenerativa delle cellule del fegato che vede l’accumulo intracellulare di trigliceridi (steatosi) a livello del tessuto epatico. 
Dopo due mesi molti dei soggetti presentavano fibrosi del fegato e dopo 4, l’86% dei maschi e il 15% delle femmine era arrivato ad un livello di fibrosi di tipo 2, dal quale non si può più guarire

Cibo spazzatura killer del fegato di bambini: maggior rischio per i maschi
Il professor Claudio Tribelli, direttore della Fondazione italiana fegato, ha spiegato:
"Considerando che l’obesità infantile è in esplosione anche da noi, e che il danno al fegato da sindrome metabolica diventerà nei prossimi anni la principale causa di trapianto, il modello sarà un’ottima piattaforma per studiare i meccanismi che portano al danno; capire le differenze maschio/femmina e testare farmaci e nuovi approcci diagnostici".
Anche un recente report pubblicato dall'Oms Europa richiama l’attenzione proprio sulla necessità di migliorare la nutrizione materna e quella del primo periodo di vita del bambino, con l’obiettivo di diminuire il rischio di malattie croniche, inclusa l’obesità. Ciò che i ricercatori della Fif hanno riscontrato è che nell'età pediatrica la progressione della malattia è più veloce, con prognosi generalmente più grave rispetto agli adulti. 

 

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