Effetto Grillo in Sicilia: via i ballottaggi per non veder "le 5Stelle"

02 agosto 2016 ore 21:01, Americo Mascarucci
E’ bastato che Beppe Grillo dal suo blog lanciasse le comunarie a Palermo per la scelta del candidato sindaco alle amministrative del 2017 per smuovere le acque nell'Assemblea regionale siciliana dove si sta discutendo di abolire i ballottaggi. 
La Sicilia essendo regione a statuto speciale può infatti deliberare in totale autonomia eventuali modifiche alla legge elettorale senza doversi necessariamente adeguare alle direttive nazionali.  
La commissione Affari istituzionali ha dato il via libera all'emendamento alla legge elettorale che prevede l’abolizione del secondo turno anche nei comuni con più di 15 mila abitanti (quindi anche Palermo)
La proposta, neanche a farlo apposta, è frutto di un accordo fra Forza Italia-Partito Democratico, una sorta di Patto del Nazareno in salsa siciliana. 
Ora la parola passa all'Assemblea regionale siciliana. Se la proposta sarà approvata in via definitiva, dal prossimo anno le elezioni dei sindaci nelle grandi città ad iniziare da Palermo, si giocheranno al primo turno dove basterà che un candidato ottenga un voto più degli altri per essere eletto. 
L’emendamento prevede anche una novità sul premio di maggioranza. 
Con la riforma attualmente in discussione la maggioranza assoluta in consiglio comunale scatterebbe automaticamente solo se le liste collegate al sindaco eletto hanno raggiunto il 40 per cento. In caso contrario il consiglio comunale verrebbe eletto su base proporzionale, cioè assegnando un peso specifico a ciascun partito in funzione dei voti effettivamente ricevuti.
E tutto questo mentre a livello nazionale l'Italicum, la nuova legge elettorale voluta dal Governo Renzi e approvata dal Parlamento, sta andando in senso diametralmente opposto, o meglio in direzione contraria, introducendo il secondo turno alle elezioni politiche dove non c'è mai stato. 

Effetto Grillo in Sicilia: via i ballottaggi per non veder 'le 5Stelle'
Per Gianfranco Miccichè, commissario di Forza Italia in Sicilia si tratta di  "vera rivoluzione democratica e io non posso che esserne felice. Oggi ha vinto la politica e la politica ha fatto vincere la democrazia. I ballottaggi - dice Miccichè - mutati ormai gli scenari del Paese, creavano un vulnus di rappresentanza, per cui a vincere non era mai il progetto politico voluto dalla gente, ma il sindaco meno peggio, come ampiamente dimostrato dalle ultime amministrative. Per la prima volta si annullano i ballottaggi, ancora una volta la Sicilia è laboratorio di buona politica".
Manca soltanto che Miccichè ammetta candidamente che la norma è pensata in funzione anti- 5Stelle e poi il gioco è fatto. Perché appare evidente come, se alle ultime elezioni si fosse deciso tutto al primo turno, i risultati sarebbero stati diversi in molte città, Torino su tutte.



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