Il Califfo, grillino post-mortem a sua insaputa

02 aprile 2013 ore 12:27, intelligo
Il Califfo, grillino post-mortem a sua insaputa
di Marco Guerra Il cantautore romano entra nel pantheon dei grillini nonostante la vita di eccessi. Colpisce, infatti, l’omaggio tributato sul blog di Bebbe Grillo a Franco Califano. Il cantore della mala romana, pregiudicato e incarcerato per spaccio di stupefacenti, simbolo di un’italia nichilista devota al piacere personale, viene eletto ad emblema dell’anticoformismo critico che incarna lo spirito dell’uomo libero e ribelle. I sobri moralizzatori, che rifuggono con orrore da auto blu e privilegi, canonizzano il campione degli eccessi, ricordandolo con una sua canzone, “Fijo mio”. Il testo racconta di un padre che mostra al figlio le  “tante fesserie” che “ nun te servono” come “le preghiere” che “nun t'aiutano a campa'”. Un discorso accorato che si chiude con un avvertimento: “Da pinocchio 'n po' d'aiuto nun l'avrai. solo te, te poi da' 'na mano”. Insomma a primo ascolto sembrerebbe un invito all’individualismo più estremo. Macché! Per i grilli si tratta di una lezione di cittadinanza attiva e democrazia diretta. Sotto questa luce persino la richiesta dell’assegno per gli artisti caduti in disgrazia (elemosinato qualche anno fa dal Califfo alla Polverini ) assume il significato di una lotta antelitteram per il reddito minimo garantito tanto caro ai grillini. Certo, fra i commenti postati sul blog, qualcuno mostra un certo fastidio per il tributo al “fascista” e “sporcaccione”, “re delle bische clandestine” ma soprattutto (colpa delle colpe) “frequentatore delle reti mediaset”. Ma la maggioranza dei post sono un coro di grazie per chi ha “raccontato la gente di borgata” e, d’altra parte parte, come sottolinea Marcio. T da Roma, il Califano ha pagato con il carcere, mentre “Andreotti, Dell'Utri e Berlusconi sono stati prescritti”. Il cittadino Claudio arriva ad accostarlo persino al  Trilussa, e altri ancora raccontano aneddoti circa la sua generosità, come quando regalò un costoso orologio ad un ragazzo indigente appena conosciuto ad una festa. Insomma con la morte il Califfo è assurto anche nel pantheon dei Cinque stelle.  Peccato dunque per l’imprevista dipartita, dopo il diniego di Dario Fo anche Franco Califano avrebbe potuto mirare ad un posto sul colle più alto di Roma. Da lì alle borgate il passo è breve.        
autore / intelligo
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