Un grande omosessuale cattolico insegnò la bellezza dell'essere diversi... La sua storia

02 aprile 2014 ore 9:43, Americo Mascarucci
Un grande omosessuale cattolico insegnò la bellezza dell'essere diversi... La sua storia
“Oggi non siamo più nell’antica Grecia, o prima di Cristo. Io credo che questi qui facciano tutto quello che fanno per dimostrare a se stessi di avere estirpato da sé qualunque senso di colpa o di peccato. Se potessi parlare con loro, li vorrei convincere innanzitutto della tristezza di queste loro carnevalate. Perché in questi rapporti – ma, credo, in qualunque rapporto d’amore – c’è una tristezza sconfinata. Tuttavia se questa tristezza viene accettata e accolta con carità, in parte come coscienza di sé, allora diventa dramma, e può offrire qualcosa agli altri. Ma se viene esternata in modo incosciente, allora diventa una tristezza lurida. Hanno un bel rinfacciarmi il mio essere cristiano con il mio modo di vivere”. Così la pensava Giovanni Testori sul finire degli anni ottanta del secolo scorso, sulle battaglie dei movimenti di liberazione omosessuale che chiedevano già allora il riconoscimento giuridico delle unioni fra persone dello stesso sesso. Erano gli anni dei primi gay pride e Testori, esponente di spicco del movimento ecclesiale di Comunione e Liberazione, amico e stretto collaboratore di don Luigi Giussani,  interveniva su un argomento che lo riguardava in prima persona. Testori era omosessuale e non provava alcuna difficoltà, né alcun imbarazzo, nel dichiararsi tale; ma era un cattolico, ed era consapevole di come la sua natura ponesse seri interrogativi alla propria coscienza di cristiano. Testori visse per tutta la vita un dramma esistenziale, l’eterna contrapposizione fra fede e peccato, un tormento che lo assillava, ma che allo stesso tempo lo arricchiva profondamente portandolo ad amare ancora di più Cristo, il Cristo della passione, della croce, il Cristo che bevendo l’amaro calice della sofferenza umana, salvava l’umanità. L’incontro con don Giussani e il mondo di Comunione e Liberazione fu per lui salutare, rigenerante. “Don Giussani e i ragazzi di CL – amava ripetere –mi hanno accolto e mi hanno amato nonostante la mia condizione di omosessuale” . Di fronte ai movimenti che promuovevano i diritti dei gay, animando le piazze con i primi coloriti raduni, l’omosessuale Testori provava un forte imbarazzo, perché vedeva la sua condizione umana, la sua “diversità” trasformata in una carnevalata, ridicolizzata e derisa da chi, indossando lustrini e piume di struzzo, non capiva di mettere in scena la parodia dell’omosessualità. “Sono pronto a scendere in piazza per difendere gli omosessuali laddove rischiano la vita – amava ripetere – ma non posso accettare l’ostentazione di una condizione che prima di tutto è fatto privato”.   Qualcuno potrebbe obiettare: ma se Testori soffriva, dove sta scritto che tutti i gay debbano soffrire come lui? In realtà per Testori proprio la condizione di omosessuale era il mezzo per rafforzare la propria fede e per sentirsi più vicino a Cristo nel dolore, un dolore che non esitava a definire “felice”. E questa felicità derivava proprio dall’essere “diverso” dagli altri, una “diversità” che lo scrittore considerava quasi offensivo, addirittura blasfemo, trasformare in “normalità”. In Inghilterra il premier conservatore David Cameron è riuscito ad ottenere l’equiparazione a livello giuridico delle nozze gay con il matrimonio eterosessuale, al punto che oggi non è più permesso neanche ad un privato di rifiutare l’organizzazione di un banchetto nuziale se la coppia è gay. Un traguardo importante per la comunità omosessuale se si pensa per giunta che tutto ciò è avvenuto ad opera di un governo conservatore che nel suo Dna ha sempre avuto la difesa della tradizione. Però, senza esprimere giudizi di disapprovazione né di condanna nei confronti del parlamento inglese, come non provare nostalgia per quell’inquietudine esistenziale di Testori così intensa da elevare l’omosessualità ad un qualcosa di straordinariamente cristiano.
caricamento in corso...
caricamento in corso...
[Template ADV/Publy/article_bottom_right not found]