Dalla Moretti a Bondi. I politici tradiscono: la mappa delle infedeltà

02 aprile 2015, intelligo
Fedeli e infedeli. Nel grande Risiko della politica ci sono anche queste caselle, non irrilevanti. Il “parricidio” politico è una costante: grandi adii, con porte sbattute o solo accostate. Il dato che salta agli occhi sta in una cifra che in questa legislatura stabilisce un record: 184 tra deputati e senatori hanno cambiato casacca, scranno, partito. “Tradiscono” di più gli uomini o le donne? Intelligonews ha ricostruito la mappa degli addii più “famosi”.

UOMINI. Forza Italia ‘paga’ lo scotto forse più alto. La scissione ha colpito duro: Angelino Alfano, delfino e candidato in pectore alla successione di Silvio Berlusconi, nel 2012 abbandona la casa del “padre” per costruire la “sua”: Ncd. Con lui altri nomi di peso dell’era berlusconiana: da Fabrizio Cicchitto a Nunzia De Girolamo, da Maurizio Sacconi a Maurizio Lupi e Renato Schifani, solo per citare i big un tempo di “casa” a Palazzo Grazioli. Ultimo in ordine temporale, il senatore Sandro Bondi che con Berlusconi ha vissuto in simbiosi buona parte della sua vita politica 
Dalla Moretti a Bondi. I politici tradiscono: la mappa delle infedeltà
. C'è chi va e chi viene: berlusconiani sono diventati pure gli ormai noti Razzi e Scilipoti passati a Fi dall'Italia dei Valori.

Nel Pd il ‘fenomeno’ ha l’oscillazione di un’altalena: l’addio forse più eclatante è stato quello di Sergio Cofferati, il “Cinese” che non si è adeguato all’era renziana del passo lesto. Proprio lui che il Pd ha contribuito a fondarlo, qualche mese fa ha sbattuto la porta senza se e ma. Uscite e nuovi ingressi: la seconda opzione provoca l’effetto contrario, nel senso che le file dem si ingrossano. In poco meno di un anno hanno bussato alla porta del Nazareno nove parlamentari di Scelta Civica, tra i quali spiccano i nomi di Andrea Romano (ex capogruppo dell’allora partito di Monti), il giuslavorista Pietro Ichino. 

Porte girevoli anche dalle parti di Sel dove Vendola saluta dalla finestra la partenza di otto parlamentari guidati dal capogruppo Gennaro Migliore. Risultato: il Pd ha guadagnato sedici parlamentari. Ma i “tradimenti” si ripetono, quasi come in un effetto domino anche tra i 5Stelle: in un anno trentasei tra deputati e senatori hanno lasciato Grillo: alcuni loro sponte, altri “spintaneamente”, ovvero con un click della Rete e senza tanti complimenti. Le cronache degli ultimi giorni segnalano un altro giro di casacca, questa volta nella Lega. Effetto Tosi si potrebbe definire: fatto sta che sei parlamentari padani hanno seguito Flavio Tosi e ‘scaricato’ Salvini. 


DONNE. La senatrice Manuela Repetti è solo l’ultima in ordine temporale a riempire le cronache degli addii. La sua scelta fa scalpore perché con Sandro Bondi, suo compagno, per anni è stata una delle figure più rappresentative del berlusconismo doc. Non meno eclatante fu l’addio della berlusconissima Nunzia De Girolamo che scelse Alfano salutando Berlusconi (alle prese con la sindrome del pentimento), ma anche della pidiellina Giorgia Meloni, già ministro del governo Berlusconi, poi in rotta di collisione e oggi al timone dei “suoi” Fratelli d’Italia. 

Altrettanto altisonante fu la “giravolta” tutta interna al Pd di Alessandra Moretti, arrivata nel panorama politico nazionale (e mediatico) come portavoce di Bersani ai tempi della campagna per le primarie, oggi una delle più convinte renziane. E come non ricordare il “salto” di Daniela Santanchè da La Destra di Francesco Storace con tanto di corsa a candidato premier in chiave “antiberlusconiana” al berlusconismo più “integralista”, prima nel Pdl, poi nella ri-fondata Forza Italia; al punto da diventare una delle più agguerrite “pasdaran” del Cav. Oggi forse un po’ delusa dal nuovo corso dei fedelissimi che più fedelissimi non si può, tanto che gli spifferi di Intelligonews parlano di un suo probabile avvicinamento ai verdiniani piuttosto che alla stretta cerchia che “accerchia” il leader. 

Nel mondo della Destra, anche gli addii di Barbara Saltamartini non sono stati da meno: prima a Gianni Alemanno e alla sua Destra Sociale, poi a Berlusconi passando dal Pdl al Nuovo Centrodestra e da poco ad Alfano: next step – dicono i rumors – la Lega di Salvini. 


Montiane prima, renziane dopo. Linda Lanzillotta e il ministro Stefania Giannini, già coordinatore nazionale di Scelta Civica, hanno preferito il “chiodo” del premier al loden dell’ex premier.

LuBi
autore / intelligo
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