Fabbisogno statale, se l'Italia ha più risorse è una buona notizia... a metà

02 aprile 2015, Luca Lippi
Fabbisogno statale, se l'Italia ha più risorse è una buona notizia... a metà
Il fabbisogno statale migliora di 8,8 miliardi nel primo trimestre. E’ una buona notizia per le finanze pubbliche.

Cerchiamo di capire, però cos’è il fabbisogno statale: in generale il fabbisogno in economia è tutto quello che necessita allo svolgimento di attività economiche e finanziarie, di conseguenza, il fabbisogno dello Stato è la quantità di risorse utili alla copertura finanziaria del Bilancio.

Il Tesoro comunica che i fattori decisivi di questo risultato sono stati i minori pagamenti per interessi sul debito pubblico e maggiori incassi fiscali rispetto al primo trimestre 2014, quando la prima rata del versamento dei premi assicurativi INAIL era slittata al mese di maggio. 

Ci sono stati inoltre minori prelevamenti dai conti di Tesoreria, che nel corso del 2013 e del 2014 avevano registrato un’indicativa accelerazione legata al pagamento dei debiti commerciali.

Il risultato è oggettivamente ottimo (finanziariamente parlando), ma per dovere di cronaca è da segnalare che è il riflesso della politica messa in atto dal governo Monti (non esiste un Governo che riesca a determinare risultati finanziari immediati) e soprattutto è stata determinata anche dal congelamento delle risorse degli enti locali (patto di stabilità) e il relativo blocco a nuove erogazioni finanziarie da parte del Governo centrale.

Poi c’è una lettura analitica (non propagandistica), che determinerebbe una condizione di fragilità perché a confronto di certe condizioni economiche il risultato è ampiamente insufficiente. Facciamo riferimento al fatto che le condizioni esterne avrebbero dovuto incidere con maggiore consistenza (euro debole, petrolio, tassi a zero, liquidità in abbondanza).
Nonostante i sacrifici imposti dai Governi precedenti, nonostante le condizioni esterne favorevoli (che non saranno ripetibili), il Paese non riesce a prendere ossigeno. 

Il fatto che la ripresa ci sia non significa niente: è troppo debole per le condizioni favorevoli momentanee e i sacrifici “irripetibili” già sostenuti. Seguiremo i dati macro che confermeranno il trend.

autore / Luca Lippi
Luca Lippi
caricamento in corso...
caricamento in corso...
[Template ADV/Publy/article_bottom_right not found]