Accordo Fi-Lega, parla il leghista Rondini: "Pensa a tutto Salvini. Al Sud valuteremo regione per regione"

02 aprile 2015, Andrea De Angelis
Zaia in Veneto, Toti in Liguria. In Campania ovviamente Caldoro. Così fuori dai confini settentrionali la Lega Nord sembra svuotarsi, rimandando quel progetto che la voleva protagonista in ogni regione dello Stivale. Quello di cui, per capirci, si parla da mesi e che adesso sembra finire in soffitta, lasciando spazio alla vecchia alleanza con Forza Italia. Alias Berlusconi. 
IntelligoNews ne ha parlato con il deputato leghista Marco Rondini...

Accordo Fi-Lega, parla il leghista Rondini: 'Pensa a tutto Salvini. Al Sud valuteremo regione per regione'
Non le sembra che con le regionali si stia riproponendo il vecchio schema che vede Forza Italia, come dice il nome stesso del partito, forza nazionale e la Lega Nord relegata nella parte settentrionale del Paese?

«La partita delle alleanze la sta seguendo il segretario federale Salvini, onestamente non me ne sto occupando. Come militante posso dirle che sicuramente il segretario federale farà le sue valutazioni e deciderà cosa è meglio per il nostro movimento e per i nostri programmi di governo su quelle realtà regionali.
Programmi di governo che non possono essere sacrificati sull'altare di qualche personaggio di Forza Italia qualche volta non trasparente o qualche volta magari poco incline a rispettare il patto con i propri elettori». 

Perso Tosi, vale la pena rinunciare a un proprio candidato in Liguria e Campania per avere l'appoggio forzista su Zaia? Quello che gli elettori si chiedono è questo: per Zaia dobbiamo lasciare la decisione sulle altre regioni a Berlusconi?

«Non credo che sia così, comunque il segretario federale farà le sue valutazioni confrontandosi con quelle che sono le segreterie della Liguria, della Toscana, del Veneto e con le persone che hanno aderito al progetto "Noi con Salvini" nelle realtà del centro-sud, lì dove la Lega non era presente qualche anno fa». 

Però dopo l'impegno visto negli ultimi mesi ad andare oltre una zona specifica del territorio nazionale, non c'è il rischio che tornando alla vecchia alleanza con Berlusconi si perdano tutti quei potenziali elettori che avevano visto nel suo partito e in Salvini un'alternativa a Renzi e al centrodestra del passato?

«Dipende da come viene scritta l'alleanza. Noi la facciamo sulla base di un programma, se ci sono le condizioni la chiuderemo realtà per realtà senza barattare una regione per l'altra. Non è nella storia della Lega, non lo abbiamo mai fatto e non credo che lo farà Matteo Salvini. Valutiamo i loro candidati, proponiamo i nostri e soprattutto proponiamo un programma. Se in qualche realtà chiudiamo un accordo sarà sulla base del programma, non sulla spartizione delle poltrone che magari caratterizza l'operato politico di qualche altra forza che non è la Lega». 

E che è sempre nel centrodestra?

«Sì, sempre nel centrodestra ma non solo. Il Pd non mi sembra che ragioni per logiche diverse...».

Salvini e Berlusconi hanno in comune la poltrona di San Siro, sponda rossonera. Avremo Matteo centravanti e Silvio allenatore?

«L'allenatore Berlusconi lo potrà fare nel momento in cui chiarisce la sua posizione rispetto a tante cose. Non ci sarebbe stato un Governo Letta senza l'appoggio di Forza Italia, lo stesso vale per Renzi senza il Nazareno. Non credo che faccia neanche l'allenatore...».


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