Regionali, Di Stefano (CasaPound): “Lega si candidi anche al Sud. Un consiglio a Salvini”

02 aprile 2015, Andrea Barcariol
Critica la scelta della Lega di non candidarsi al Sud, ma dà fiducia a Salvini. Questo il pensiero di
Regionali, Di Stefano (CasaPound): “Lega si candidi anche al Sud. Un consiglio a Salvini”
Simone Di Stefano, vicepresidente di CasaPound, intervistato da IntelligoNews.

L’accordo tra Lega e Forza Italia per le regionali non è ben visto dall'elettorato del Carroccio. Non crede che Salvini si stia dando la zappa sui piedi?

«Ogni regione ha una legge elettorale e le amministrative hanno dinamiche completamente diverse rispetto alle nazionali. Andare da soli era la scelta migliore per non trovarsi un domani con il ricatto di far cadere le giunte regionali. Salvini fa le sue scelte, avrà fatto le sue valutazioni, a me interessano le questioni politiche. L’importante è che rimanga fermo sulle posizioni no euro».

Sembra che Berlusconi voglia ancora dettar legge nonostante Forza Italia sia scesa al 13%. E’ d’accordo?

«E’ vero, vuole avere un peso che non ha più. Salvini in Veneto vuole giocare una partita sicura, senza preoccupazioni, per me avrebbe vinto comunque, ma se ha deciso così va bene lo stesso. Forza Italia e il centrodestra, tranne la Lega, sono in grossa difficoltà e Salvini in questo momento può anche aprire».

In Veneto, dopo la scissione di Tosi, Salvini non può proprio permettersi di perdere.


«E’ una partita importantissima e deve vincere assolutamente. Perdere il Veneto significherebbe stoppare le progettualità nazionali».

Non pensa che la strategia di Berlusconi sia quella di riconfinare la Lega al Nord?

«Sicuramente nell’ottica di Berlusconi c’è questa idea. La Lega è cresciuta troppo per lui e prende voti anche nel Centro-Sud. Tutto ciò sicuramente spaventa. Credo anche che questa strategia esuli dall’accordo sulle regionali, io spero che Noi con Salvini si presenti al Centro-Sud. Se poi non si presenta, noi valuteremo se e come esserci o non esserci nelle varie regioni».

Quanto è importante per voi il progetto Noi con Salvini?

«E’ fondamentale, Noi con Salvini si deve candidare. Ho visto che hanno fatto una campagna importante a Napoli, si stanno muovendo e si stanno muovendo bene e noi li sosteniamo».

Eppure sembra ormai certo che in Campania la Lega non presenterà liste.

«Secondo me al Sud la candidatura della Lega va fatta ovunque. Poi ci sono dei sistemi, tipo in Puglia, dove si devono raccogliere 15.000 firme. Ci sono leggi elettorali che sono scritte esclusivamente per far presentare chi è già presente. Andare da soli, quindi, è complesso ma ci si può provare».


Siete voi l’oggetto della discordia?

«Tutti lo attaccano per la vicinanza con CasaPound/Sovranità però i temi veri sono quelli che lui tratta quotidianamente: attacco forte all’Europa, sovranità monetaria, stop all’immigrazione e mettere gli italiani davanti. A noi dispiace, ma non credo che in questo momento si debbano cercare i voti dei moderati che oggi sono i Lupi, gli Alfano. Questa gente non ci serve, va benissimo la radicalizzazione».


A proposito di moderati, in Italia può funzionare di più una destra alla Sarkozy o alla Le Pen?

«L’Italia è diversa dalla Francia. Penso che un soggetto lepenista possa avere addirittura più forza di quello originale francese. Se guardiamo i sondaggi il fronte dei non moderati, diciamo degli incazzati, è molto ampio. Basta sommare le percentuali di Lega, M5S e Fratelli d’Italia. La politica qui è molto più calda e sanguigna. I moderati di centrodestra si stanno sbriciolando come neve al sole».

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