La password della settimana, un dirottatore "imbecille"

02 aprile 2016 ore 8:00, Paolo Pivetti
Come definire il gesto di Seif Eldin Mustafa, l’uomo che all’inizio della settimana ha fatto paura al mondo intero per qualche ora? Lasciando intravedere una finta cintura esplosiva, è riuscito a dirottare un aereo di linea egiziano verso Cipro, concedendosi persino un selfie con uno dei passeggeri dirottati. E il tutto per recapitare una lettera alla moglie che l’aveva abbandonato, e proprio a Cipro si era stabilita. Il ministro degli esteri cipriota è stato laconico: il gesto di un tipo “psicologicamente instabile”. L’altro ministro degli esteri coinvolto, quello egiziano, è andato giù molto più pesante: “Non era un terrorista, era solo un idiota”. Ma se intendeva bollare il reo con beffardo sarcasmo, decisamente non è andato a segno, e questo alla luce di una semplice analisi etimologica.

L’aggettivo idiota deriva dal greco ìdios che significa particolare, locale, da cui solo successivamente è nato il significato di rozzo, incapace. I linguisti, per esempio, definiscono idiotismi quei vocaboli che risentono di un particolarismo dialettale, come tosa per dire ragazza al nord Italia, guagliona con lo stesso significato al sud. Proprio niente di offensivo. Meglio se gli avesse dato del cretino. Ma... anche questo aggettivo, a guardar bene, non è nato come offesa ma al contrario come espressione compassionevole, collegato com’è al termine francese pauvre cretien cioè povero cristiano.

E allora? Doveva ricorrere a qualche termine più sicuramente spregiativo, come imbecille?

La storia di imbecille è un po’ complessa.

In molte lingue dell’antichità troviamo la radice bak con un generico significato di “cosa che sostiene”. In latino da questa radice nacque baculum, bastone, e di qui il diminutivo bacillum, bastoncino: lo stesso termine, in italiano bacillo, è entrato poi nel linguaggio scientifico per indicare quei germi che al microscopio hanno l’aspetto di bastoncini: i bacilli, appunto.

Tornando ai Latini, per esprimere il concetto di persona debole s’inventarono l’immagine di una persona priva di un bastone, o almeno un bastoncino cui appoggiarsi: posero dunque il prefisso negativo in- davanti a bacillum: ed ecco l’aggettivo in-bacillus, che per ragioni fonetiche diventò imbacillus, poi successivamente imbecillus con variante imbecillis, sempre nel significato di debole, fiacco. Trasferendo la parola dal campo fisico a quello intellettuale, imbecillis fu detto l’uomo fiacco di mente; per dirla col ministro cipriota, l’uomo “psicologicamente instabile”: per un dirottatore di quel calibro, non si riesce a trovare di meglio.
autore / Paolo Pivetti
Paolo Pivetti
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