Incentivi tagliati, la disoccupazione sale: senza Jobs Act non "assumono" più

02 aprile 2016 ore 10:15, Andrea Barcariol
La frenata è di quelle preoccupanti che dovrebbero far scattare un campanello d'allarme per il governo. Il Jobs Act dopo un buon inizio perde colpi perché il doping degli incentivi temporanei è in via di esaurimento. Nel 2015 su 2,5 milioni di assunzioni stabili, 1,5 milioni (due su tre) erano figlie dell’incentivo, cospicuo e tranchant (fino a 8.060 euro per assunto per tre anni). Ora aver ridotto del 60% gli incentivi (da 80.60 euro a 3250 euro), restringendone la durata (da tre a due anni), ha svelato le problematiche che non era difficile intuire. Dal bonus assunzioni del governo Letta al Jobs Act e agli incentivi del governo Renzi si era innestata una crescita rilevante, per questo la frenata è ancora più evidente e  fa ancora più paura. Il Jobs Act ha perso ritmo, anche perché molti provvedimenti sono ancora da attuare e concretizzare. I numeri parlano chiaro: dopo la crescita di gennaio 2016 (+0,3%, pari a +73 mila), a febbraio la stima degli occupati diminuisce dello 0,4% (-97 mila persone occupate). La rilevazione è l'Istat.

Incentivi tagliati, la disoccupazione sale: senza Jobs Act non 'assumono' più
La diminuzione di occupati coinvolge uomini e donne e si concentra tra i 25-49enni. Su base annua invece il numero di occupati è in crescita dello 0,4% (+96 mila, +238 mila i dipendenti a tempo indeterminato), mentre calano sia i disoccupati (-4,4%, pari a -136 mila) sia gli inattivi (-0,7%, -99 mila). Il tasso di occupazione, pari al 56,4%, cala di 0,2 punti percentuali rispetto al mese precedente. Il calo occupazionale, spiega l'Istat diffondendo i dati provvisori, è determinato dai dipendenti (-92 mila i permanenti e -22 mila quelli a termine), mentre registrano un lieve recupero gli indipendenti (+17 mila). Per i dipendenti a tempo indeterminato si tratta del primo calo dall'inizio del 2015. Dopo la forte crescita registrata a gennaio 2016 (+0,7%, pari a +98 mila), il calo registrato nell'ultimo mese riporta la stima dei dipendenti permanenti ai livelli di dicembre 2015. Per i dipendenti a termine prosegue la tendenza negativa già osservata dal mese di agosto 2015. A febbraio la stima degli inattivi tra i 15 e i 64 anni aumenta dello 0,4% (+58 mila). La crescita è determinata prevalentemente dalle donne e riguarda gli over 25. Il tasso di inattività sale al 36,0% (+0,2 punti percentuali). Rispetto ai tre mesi precedenti, nel periodo dicembre 2015-febbraio 2016 si registra il calo del numero delle persone occupate (-0,2%, pari a -48 mila) e di quelle inattive (-0,1%, pari a -16 mila), a fronte di un incremento dei disoccupati (+0,9 %, pari a +27 mila).


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