Lotta anti-cancro del futuro a cellule riprogrammate e medici hacker

02 aprile 2016 ore 16:15, Andrea Barcariol
La lotta contro il cancro passa per la "riprogrammazione" della cellule, come se si trattasse di un computer. E' questa la strada indicata dagli esperti del Mit di Boston, coordinati da Christopher Voigt, per combattere i tumori. Nel lavoro, pubblicato su Science, i  ricercatori hanno dimostrato che è possibile hackerare le cellule viventi e riprogrammarle proprio come accade nel linguaggio dei pc. E' stato già verificato che è possibile riscrivere il codice del Dna e inserirlo nei batteri per alterarne il funzionamento ora si studia una via per 'riprogrammare' le cellule in modo da spingerle a rilasciare farmaci antitumorali quando incontrano il cancro. Il linguaggio ha il vantaggio di essere molto facile e rapido da usare: ''Potrebbe svilupparlo anche uno studente delle scuole superiori'', rileva Voigt. ''Si usa un linguaggio di base, proprio come si fa quando si programma un computer, si costruisce un testo e lo si 'traduce' in una sequenza di Dna da trasferire all'interno del batterio, dove il circuito comincia a funzionare cellula''.
Per creare una versione del linguaggio capace di lavorare sulle cellule i ricercatori hanno ideato porte logiche e sensori che possono essere codificati nel Dna di una cellula batterica. I sensori possono rilevare elementi differenti, come ossigeno o glucosio, luce, temperatura e acidità.

Lotta anti-cancro del futuro a cellule riprogrammate e medici hacker
Il primo batterio ad essere stato riprogrammato è stato l'Escherichia coli, una presenza 'familiare' sia nei laboratori di biologia sia nell'organismo umano. Finora sono stati programmati 60 circuiti con diverse funzioni, 45 dei quali hanno funzionato al primo tentativo e uno di essi è il più grande circuito biologico mai realizzato. Applicazioni future di questo tipo di programmazione comprendono la progettazione di cellule batteriche in grado di produrre un farmaco contro il cancro quando rilevano un tumore. E' questa la seconda fase della sperimentazione appena avviata dagli esperti statunitensi e che nel tempo potrebbe rendere disponibili nuove cure.
Nella battaglia contro il cancro, un mese fa, un'altra importante scoperta è stata fatta da un gruppo di ricercatori inglesi che hanno scoperto una sorta di "tallone di Achille dei tumori" trovando sulle cellule tumorali delle rare proteine bandiere che possono essere riconosciute dal sistema immunitario, indipendentemente dal tipo di mutazione. Normalmente queste proteine risultano schermate dal sistema o gli sfuggono perché le cellule cancerose presentano troppi target che cambiano costantemente. Una volta che queste proteine vengono isolate è possibile impiegare delle potenti cellule del sistema immunitario chiamate linfociti T come "missili radar" capaci di rintracciarle e distruggere il cancro. I farmaci disponibili oggi sul mercato sono spesso inefficaci proprio perché le cellule cancerose mutano tanto rapidamente da riuscire a sfuggire agli attuali trattamenti.









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