Fronte del sì, Catania (Sc): «Alfano si è accodato a Monti. Pd e Ncd pensino all'Italia. Imu spettacolo penoso»

02 dicembre 2013 ore 14:07, intelligo
Fronte del sì, Catania (Sc): «Alfano si è accodato a Monti. Pd e Ncd pensino all'Italia. Imu spettacolo penoso»
di Claudia Farallo.   «Alfano capisce solo adesso, dopo essere uscito dal Pdl, che è necessario, perché ora serve anche al suo piccolo partito». Mario Catania, deputato di Scelta civica, intervistato da IntelligoNews, commenta così il contratto di coalizione riproposto dal vicepremier, come già fece Mario Monti. Per il balletto sull’Imu, Catania non ha altre parole per definirlo se non come «uno spettacolo francamente penoso». Guardando al futuro, «aspettiamo con attenzione e senza pregiudizi negativi l’arrivo di Renzi», dichiara Catania, che ammette: «Sono ragionevolmente ottimista sull’effetto che potrà avere sul quadro politico».   Oggi Alfano chiede un contratto di coalizione, ma non è la stessa proposta che fece Monti all’indomani delle elezioni? «Assolutamente sì. Scelta civica ha chiesto da tempo un contratto di coalizione e quindi non possiamo che apprezzare la posizione di Alfano». Perché il vicepremier lo chiede oggi, quando poteva appoggiare già all’epoca la proposta di Monti? «Perché c’è molto tatticismo nel comportamento di una buona parte dei politici italiani, che mettono gli interessi di partito davanti agli interessi del Paese. Era chiaro a tutti che serviva un’azione di governo ben salda, con un forte contratto di coalizione. Alfano capisce solo adesso, dopo essere uscito dal Pdl, che è necessario, perché ora serve anche al suo piccolo partito». Quali solo le priorità da inserire in questo contratto? «Abbiamo bisogno di una forte riforma della fiscalità, del mercato del lavoro e delle istituzioni, che riduca il costo della politica e faccia funzionare la pubblica amministrazione». Come giudica questo balletto sull’Imu? «È uno spettacolo francamente penoso. L’impressione che ne hanno gli italiani è pessima. Non è certo in questo modo che si fa un salto di qualità nella politica fiscale. Abbiamo bisogno di un fisco più semplice, più comprensibile, che sappia distinguere le priorità in modo chiaro. E le priorità oggi sono impresa e lavoro: è lì che va ridotto, prima di ogni altro settore, il peso della fiscalità». E che fare per la tassazione sulla casa? «In una misura ragionevole, la tassazione sulla casa è prevista in tutti i Paesi occidentali, quindi non c’è motivo che non ci sia anche in Italia. Certo, deve essere ragionevole e deve privilegiare le fasce molto deboli della popolazione. Non può essere un regalo a chi ha una situazione economica più che soddisfacente». Ma l’annullamento dell’Imu è sempre stato il cavallo di battaglia del Pdl… «È una posizione sbagliata». Ora che Fi è uscita dalla maggioranza, pensa che Ncd si potrebbe ammorbidire su questa posizione? «Spero di sì. Noi ci siamo sempre battuti su questo e non siamo stati finora ascoltati. Spero che il Pd trovi la lucidità per capire che la tassazione sulla casa deve privilegiare i gruppi sociali veramente più deboli. L’altro settore su cui si deve alleggerire questa tassazione è quello dei beni strumentali, come capannoni industriali e fabbricati agricoli, ovvero quegli immobili funzionali alla produzione». Oggi Letta sale al Colle per stabilire le modalità della fiducia. È giusto che si presenti dimissionario? «Bisogna rimettersi alla sensibilità del Presidente della Repubblica e del Presidente del Consiglio. Il fatto che si presenti dimissionario o meno è una questione che credo interessi assai poco agli italiani e non tocca in alcun modo la sostanza dei problemi che abbiamo davanti. La priorità è dare un colpo d’ala e fare un salto di qualità nelle politiche». Dopo la fiducia il governo sarà più forte? «Questa è una scommessa. Se il Pd e Ncd continuano a mettere le proprie ottiche di parte di fronte agli interessi del Paese, non credo che si andrà da nessuna parte. Aspettiamo con attenzione e senza pregiudizi negativi l’arrivo di Renzi. Sono ragionevolmente ottimista sull’effetto che potrà avere sul quadro politico». Passando alla legge elettorale, oggi la commissione Affari costituzionali del Senato è chiamata a votare gli Ordini del giorno. Domani si attiverà la Consulta. Che scenario dobbiamo aspettarci? «Sul lavoro del Senato ho un certo pessimismo. Finora, non hanno dato dimostrazione della capacità o della voglia di fare un salto di qualità anche su questo tema». Se la palla passasse alla Consulta, l’esito sarebbe tutt’altro che certo. Alcuni ipotizzano ne possa uscire un proporzionale puro… «Le varianti possibili sono numerose e non è il caso di fare previsioni. Ma la politica doveva già fare la sua parte da tempo. È chiaro che quello che è successo al Senato finora è tutt’altro che edificante. Ancora una volta, si è data una cattiva immagine agli italiani».
autore / intelligo
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