Dopo Miccichè molla solo Ferrazza. Ncd vs Fi: falchi e colombe volteggiano sulle poltrone. Rebus rimpasto

02 dicembre 2013 ore 16:16, Lucia Bigozzi
Dopo Miccichè molla solo Ferrazza. Ncd vs Fi: falchi e colombe volteggiano sulle poltrone. Rebus rimpasto
Non è un fiume, piuttosto un rivolo. Enrico Letta ha controllato la sua casella di posta elettronica ma di dimissioni pochissime tracce. Dopo Gianfranco Miccichè c’è la “traccia” di Walter Ferrazza che proprio oggi ha annunciato il passo indietro. Per il resto, calma piatta. I cinque sottosegretari in quota Fi rimasti, non hanno dato alcun segno: Jole Santelli (Lavoro) si è dimessa ma nelle mani di Berlusconi non di Letta. Bruno Archi (viceministro agli Affari Esteri) , vicino a Gianni Letta, sta ancora meditando mentre Rocco Girlanda (Infrastrutture e Trasporti) viene dato in avvicinamento al Nuovo Centrodestra di Angelino Alfano e dunque, in procinto di restare al suo posto. Niente news da Cosimo Ferri (Giustizia) e Marco Flavio Cirillo (Ambiente) che tuttavia hanno sottolineato il ruolo tecnico del loro incarico: non proprio il segnale degli scatoloni da fare in vista di un trasloco.
Il punto è che in questa partita si intrecciano i nuovi equilibri delle strette intese dopo il trasloco – questo sì – di Berlusconi e Forza Italia all’opposizione. Gli alfaniani, determinanti al Senato con le trenta “sentinelle” della stabilità, hanno tutto l’interesse a consolidare il loro peso all’interno della squadra governativa a fronte di un Pd che tra una settimana e con Renzi segretario cercherà di condizionare l’agenda governativa molto più di quanto sia riuscito a fare fin qui Epifani. C’è poi il fatto che tra alfaniani e forzisti lo scontro è frontale e quotidiano: le “colombe” premono per far volare via i falchi dalle poltrone governative ma anche dalle presidenze delle Commissioni che, secondo la consuetudine, spettano per lo più alla maggioranza. Non è escluso che sulle poltrone dei sottosegretari si innesti un’altra partita, simile per contesto, peso politico e obiettivi: il rimpasto di governo. Letta e Alfano ripetono che all’orizzonte non c’è alcun rimpasto, ma è probabile che, magari a gennaio, del dossier si parli eccome ai piani alti di Palazzo Chigi e in quelli del Nazareno. Letta potrebbe avere tutto l’interesse (politico) a blindare l’intransigente Renzi. Come? Alzando il tasso di renzismo nella compagine di governo (oggi rappresentato da Graziano Del Rio). Secondo gli spifferi di Intelligonews, si ipotizza un ruolo di rilievo per un renziano doc ma c’è chi dice anche dello stesso sindaco-rottamatore-neosegretario del Pd in un ministero di "peso", come quello allo Sviluppo economico. Scenari in movimento, equilibri col misurino.
autore / Lucia Bigozzi
Lucia Bigozzi
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