Ragusa, quel paio di slip da bambino opera di un mitomane? Le piste e le indagini

02 dicembre 2014 ore 15:34, intelligo
Ragusa, quel paio di slip da bambino opera di un mitomane? Le piste e le indagini
Un paio di slip è stato rinvenuto davanti alla scuola di Andrea, il bambino di otto anni ucciso a Ragusa
. Indumento ora al vaglio degli inquirenti ma che apre un ‘giallo’ sulla terribile vicenda perché proprio gli uomini che stanno indagando sul caso non nascondono un certo scetticismo. “Oggi indiscrezioni di stampa parlano di bambino senza slip, e stamattina ci hanno fatto trovare delle mutandine davanti scuola: non è un caso, sembra opera di un mitomane” è la riflessione di un investigatore, mentre un altro uomo in divisa ricorda che lungo quella via “polizia e carabinieri ci sono passati mille volte” e per questo, sostiene, “le hanno messe di proposito”. Insomma, l’ipotesi che al momento sembra più verosimile è che quel paio di slip sia stato messo lì da un mitomane. Intanto il cacciatore che ha scoperto il cadavere del bambino – secondo quanto riportano le agenzie – è indagato. Un atto quello disposto dalla procura per poter condurre l’esame tecnico irripetibile su due auto e sui vestiti dell’uomo. Il fascicolo aperto dal procuratore Carmelo Petralia e dal sostituto Marco Rota ipotizzerebbe i reati di sequestro di persona e omicidio. L’iscrizione nel registro degli indagati, sottolineano negli ambienti investigativi, è un atto tecnico dovuto ed è finalizzato all’accertamento a tutela della persona indagata. Da parte sua l’uomo si dice tranquillo: “Non ho nulla da temere”. Un caso complicato. Il capo della Squadra Mobile di Ragusa, Nico Ciavola, rivolge un appello alla popolazione: “Per noi è fondamentale in questo momento avere a disposizione tutte le immagini acquisite dai sistemi di videosorveglianza, che siano di abitazioni o di aziende pubbliche o private”. Gli investigatori intendono acquisire immagini che potrebbero aver fissato gli ultimi istanti di vita del piccolo Andrea. Ma anche dalla procura arriva una sollecitazione alla cittadinanza e il capo dell’Ufficio giudiziario Carmelo Petralia, non ci gira intorno: “Abbiamo lanciato diversi segnali alla popolazione e con mio stupore non è arrivata alcune segnalazione”. Il ministro dell’Interno Alfano assicura: “Massimo impegno per arrivare all’accertamento della verità e fare giustizia in questa tragedia ingiustificabile”. LuBi
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