Bomba bellica su “Giove” (Terni). Aritificieri al lavoro: i servizi interrotti

02 dicembre 2015 ore 10:26, intelligo
Bomba bellica su “Giove” (Terni). Aritificieri al lavoro: i servizi interrotti
E’ una delle bombe più grandi ritrovate finora nel sottosuolo italiano. Un “ricordo” della seconda guerra mondiale. Quattrocentocinquanta chili di materiale esplodente rinvenuti in un terreno nei pressi di Giove, in provincia di Terni. A sganciarla, durante gli anni della guerra e dei bombardamenti, era stato un aereo americano. L’ordigno bellico, ancora abbastanza integro, è stato individuato dagli artificieri dell’Esercito che oggi hanno eseguito tutte le procedure necessarie per mettere in sicurezza la potente bomba e successivamente farla brillare in un luogo sicuro. Operazioni lunghe e complesse che hanno richiesta l’evacuazione di tutti i residenti nel raggio di due chilometri dal luogo in cui è stato individuato l’ordigno bellico; quindi gli specialisti del 6° Reggimento Genio pionieri di Roma hanno provveduto al disinnesco estraendo le spolette e successivamente hanno organizzato e seguito il trasporto dell’ordigno bellico in un luogo sicuro: la bomba americana è stata fatta brillare in una cava ad Amelia, in località San Pellegrino, poco distante da Giove. 

Operazione lunga, dicevamo, che inevitabilmente come sempre accade in questi casi, ha comportato l’interruzione di alcuni servizi, per motivi di sicurezza. L’Autostrada del sole è chiusa da stamani alle 10,45 e fino alle 13 nel tratto compreso tra i caselli di Orvieto e Orte; ma anche la circolazione dei treni ad alta velocità è stata interrotta lungo la linea Roma-Firenze e anche sulle tratte percorse dai convogli regionali lungo l’asse ferroviario Roma-Chiusi. Lo stop ai treni è stato mantenuto fino alle 11,30. La conseguenza è che per una mattinata l’Italia è stata divisa in due, con disagi e rallentamenti alla mobilità da Sud a Nord. Non solo macchine e treni: durante le operazioni di rimozione dell’ordigno bellico, è stato vietato anche il sorvolo aereo. Insomma, una mattinata col fiato sospeso, in attesa che l’ordigno bellico venisse fatto brillare. 

L’ultimo ritrovamento (in ordine temporale) di un ordigno bellico risalente alla seconda guerra mondiale, risale all’agosto scorso quando in una zona di campagna nei pressi di Lapio un contadino che lavorava i suoi campi fece la scoperta. Anche in quel caso, l'area fu isolata, la popolazione residente vicino al luogo del ritrovamento evacuata, per poi procedere con la messa in sicurezza della bomba e la sua distruzione in un’area idonea. 

LuBi
autore / intelligo
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