Consulta "al malumore". L'aut aut dei 5S: con Sisto fuori, sì all'accordo

02 dicembre 2015 ore 10:56, Americo Mascarucci
Consulta 'al malumore'. L'aut aut dei 5S: con Sisto fuori, sì all'accordo
Ennesima fumata nera e un candidato in meno alla Corte Costituzionale. Ventotto votazioni andate a vuoto con una prima vittima sul campo. Il candidato di area centrista Giovanni Pitruzzella infatti ha ritirato la propria candidatura stufo di essere impallinato di continuo. Insomma, il Parlamento è di fatto paralizzato sull’elezione dei tre giudici laici della Corte Costituzionale di nomina parlamentare. Le due Camere riunite in seduta comune non sono riuscite nemmeno stavolta a raggiungere il quorum necessario a rendere valida l’elezione dei tre candidati nonostante i duri moniti del Presidente Sergio Mattarella e le minacce del Presidente del Senato Piero Grasso a proseguire le sedute ad oltranza, notte compresa. Oggi il Parlamento tornerà a riunirsi alle 19 per tentare ancora una volta un’elezione che sembra sempre più lontana. 

L’asse Pd (candidato Augusto Barbera), Forza Italia (Francesco Paolo Sisto) e centristi (Giovanni Pitruzzella in corsa fino a ieri) è in pratica fallito. Il quorum necessario per far scattare l’elezione è di 571 voti ancora ben lontano dall’essere raggiunto. 
I numeri di ieri parlano chiaro: Barbera 545; Sisto 527; Pitruzzella 470. Sembrava che lo sblocco potesse arrivare con la disponibilità della Lega Nord a votare Barbera e Sisto ma non il candidato di Angelino Alfano cioè Pitruzzella, comunque un importante passo avanti. Ipotesi però smentita poco prima dell’inizio delle votazioni.Il Carroccio come già in precedenza ha confermato la scheda bianca. 

Pare che il cambio di rotta della Lega sarebbe arrivato in seguito ai duri attacchi del Movimento 5Stelle con i suoi parlamentari che hanno accusato i leghisti di urlare tanto ma di essere poi sempre ben disposti verso l’inciucio. Salvini deve essersi fatto due conti e aver compreso che alla fine non conveniva perdere la faccia per fare un favore a Berlusconi e far contento Mattarella. 
E così ecco l’ennesimo fallimento che stavolta però non resta indolore. Giovanni Pitruzzella ha annunciato di ritirarsi dalla competizione. "Prendo atto che non ci sono le condizioni di serenità e di contesto politico per affrontare una nuova verifica parlamentare. Anche a tutela dell'Istituzione che presiedo, ritiro pertanto la disponibilità a essere candidato alla Corte costituzionale, ringraziando coloro che mi hanno votato" ha detto il presidente Antitrust. Il Pd e Forza Italia intanto mantengono ferme le posizioni confermando le candidature di Barbera e Sisto anche se appare davvero difficile poter mantenere il punto in una situazione di stallo come quella venutasi a creare e dove, ancora una volta, a farla da padroni sono stati i franchi tiratori. 

"Dopo il passo indietro di Pitruzzella devo parlare con il capogruppo del Pd" annuncia Renato Brunetta, presidente dei deputati Fi sempre più alle prese con le divisioni all'interno del partito che potrebbero mettere a rischio anche il nome di Sisto. Si renderà necessario trovare un terzo nome da concordare con Alfano e company. E adesso proprio il Ministro dell’Interno si troverà alle prese con i malumori interni ad Area Popolare dove appare ormai chiaro il siluramento di Pitruzzella da parte della corrente dell’ex ministro Mario Mauro e di Bruno Tabacci che ha votato Gaetano Piepoli. Alfano è accusato di fare l’asso pigliatutto e di decidere da solo con i propri fedelissimi facendo calare le decisioni sulla testa degli alleati. Come appunto la candidatura di Pitruzzella che non sarebbe stata discussa con il resto dei centristi. Che sono pochi sì, ma in casi come questi riescono a far sentire il loro peso. 

Ma nel pomeriggio, a poche ore dalla ripresa delle votazioni, c'è una novità: arriva dai 5Stelle che provano a insidiare il Pd proponendo la loro “ricetta” per superare lo stallo che dura da ventinove votazioni: “Se cadrà la candidatura di Francesco Paolo Sisto, il Movimento 5 stelle sarà disponibile a dialogare con le altre forze politiche per trovare una sintesi sui nomi dei tre giudici della Consulta”, annuncia il parlamentare grillino Danilo Toninelli che insiste: “Sisto faccia un passo indietro o comunque il Pd faccia in modo che la sua candidatura venga 'bruciata' e ad un'azione di buona volontà, seguirà una nostra reazione di buona volontà”, assicura. Una bella mina nel campo del Pd che, almeno per ora, ha mostrato di tenere sull’accordo siglato con Fi per la convergenza sui due dei tre candidati necessari al raggiungimento del plenun in Corte Costituzionale: Barbera (dem) e, appunto, Sisto (Fi). Come finirà?

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