L’Africa ha ancora l'Aids nel Dna e all'orizzonte spunta la tassa sulla Borsa

02 dicembre 2015 ore 11:03, intelligo
L’Africa ha ancora l'Aids nel Dna e all'orizzonte spunta la tassa sulla Borsa
La lotta contro l’Aids non è ancora finita. Il cammino è ancora lungo se è vero che gli esperti prevedono la possibilità di arrivare alla soglia dello zero Aids, solo nel 2030. Ma non è scontato perché il Fondo globale contro l’Aids lancia l’allarme sulle risorse che scarseggiano per combattere insieme alla pericolosa malattia, anche altre patologie non meno importanti che in Africa sono causa di morte tra la popolazione: tubercolosi e malaria. Il Fondo ogni anno raccoglie venti miliari, ma non bastano. L’impegno a seguire il percorso verso il raggiungimento della soglia zero, è stato indicato dall’Onu per i prossimi quindici anni. 
Tutto questo a pochi mesi dalla Quinta Conferenza di Rifinanziamento del Fondo Globale per la lotta contro l’AIDS, la Tubercolosi e la Malaria (GFATM) in programma nel corso del 2016. Per arrivare all’appuntamento più attrezzati e forse anche più consapevoli di oggi, ActionAid ha presentato un rapporto per verificare i risultati raggiunti e chiedere al Governo italiano di confermare l’impegno in una battaglia non ancora finita.

COSA SI CHIEDE ALL’ITALIA. ActionAid chiede al governo di rinnovare il contributo pari a circa trenta milioni all’anno fino al 2016 per sostenere il Fondo Globale contro l’Aids. Non solo, ma a Palazzo Chigi si chiede anche di rimpinguare le risorse già destinate con un incremento della cifra a partire dal 2017. Del resto, lo stesso premier Renzi nel corso della sua visita ad Addis Abeba nel luglio scorso, durante la Conferenza internazionale Financing for Development, aveva annunciato che “l’Italia si collocherà al quarto posto tra i maggiori donatori in ambito G7 entro il 2017”. La Conferenza di rifinanziamento del Fondo Globale, dunque, diventa un appuntamento strategico soprattutto per capire le reali intenzioni dei governi, a cominciare da quello italiano. Insomma, si chiedono atti concreti come evidenzia  Luca De Fraia, Segretario Generale Aggiunto di ActionAid Italia. “I risultati positivi ottenuti grazie al Fondo parlano da soli e sono una ragione più che sufficiente per continuare a investire risorse ed energie per combattere le pandemie. Guardando ancora oltre, il G7 a presidenza italiana nel 2017 offre una preziosa opportunità per riservare un’attenzione particolare al tema della salute”. 

SPUNTA LA TASSA. L’acronimo è Ttf : si tratta di una tassa considerata uno degli strumenti in grado di sconfiggere l’Aids. Se ne discute da tempo a livello europeo ma adesso pare che sia all’orizzonte. Può darsi, infatti che sia la riunione dell’Ecofin (il 9 dicembre) l’occasione giusta per siglare un accordo su come gestire e soprattutto impostare la tassa che dovrebbe essere applicata alle transazioni nelle operazioni di Borsa. Nel negoziato (avviato nientemeno che nel 2012) sono impegnati undici paesi e tra questi l’Italia. 

I RISULTATI. Negli ultimi 15 anni i miglioramenti nella lotta all’HIV/AIDS, alla malaria e alla tubercolosi, sono evidenti e stanno nei numeri: dal 2000 al 2014 le nuove infezioni di AIDS nei paesi in via di sviluppo sono scese del 35%, passando da una stima di circa 3.5 milioni di nuovi casi registrati nel 2000 a 2 milioni circa nel 2014. Ma se si analizzano i dati disaggregandoli, si scopre che in alcune aree dell’Africa Settentrionale, nel Caucaso e in Asia Centrale, le infezioni sono aumentate. Non solo: nonostante la riduzione delle nuove infezioni, nel 2014 le vittime sono state 1,2 milioni (per cause collegate alla pandemia) e di queste circa ottocentomila nella sola Africa.

Grandi progressi si registrano anche per l’accesso alle cure contro l’AIDS. Si stima che, a giugno 2015, 15,8 milioni di persone affette da AIDS abbiano ricevuto il trattamento antiretrovirale. Ma la strada, da qui al 2030 è ancora lunga. 

LuBi
autore / intelligo
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