"Higuain è megl 'e Pelè": così Napoli canta e sogna lo scudetto

02 dicembre 2015 ore 11:26, Andrea De Angelis
'Higuain è megl 'e Pelè': così Napoli canta e sogna lo scudetto
Non lo si è sentito sugli spalti, del resto storpiare la canzone che Napoli dedicò a Maradona e a quegli anni indimenticabili per i tifosi azzurri potrebbe sembrare troppo. Ma, scongiuri a parte, se la squadra di Sarri continuerà in questo modo, è chiaro che ad oltre due decenni di distanza gli stessi tifosi (e i loro figli) potrebbero tornare a cantare. Al di là di ogni previsione. 

Alzi la mano chi credeva che il Napoli quest'anno, prima dell'inizio del campionato, fosse da scudetto. Pochi. Si parlava decisamente più della Roma di Dzeko, comunque della Juventus di Dybala, ma anche del Milan di Bacca e Balotelli, senza dimenticare l'Inter di Jovetic e Icardi. Il Napoli, del resto, non aveva fatto grandissimi acquisti. Ma, attenzione, neanche cessioni. 
Alzi la mano chi, dopo il primo mese di campionato, vedeva la squadra partenopea in grado di lottare per il titolo. Nessuno, o quasi. Poi, invece, la marcia trionfale: vittorie in casa e in trasferta, la porta inviolata per quattro, cinque gare di seguito. Successi in Italia e in Europa, un cammino inarrestabile. Così domenica sera anche l'Inter, prima in classifica, si è piegata. Cedendo il primato proprio alla compagine campana. 

Merito anche o soprattutto di un certo Gonzalo Higuain, autore di una doppietta e capace di realizzare dodici gol fino a questo momento in campionato. Praticamente una a partita. 
Un bomber puro, giocatore capace di segnare con entrambi i piedi, di testa e su azione personale, come nel secondo gol con i nerazzurri. Un campione dentro e fuori dal campo, quasi mai ammonito, senza grilli per la testa. La sua normalità, forse, è il segreto della straordinarietà. Difficile da marcare, in grado di servire assist preziosi ai compagni. Un fuoriclasse, capace di non far rimpiangere un certo Cavani che da questo parti era considerato un vero idolo. Ora le statuine dei presepi non vedono più l'uruguaiano, ma l'argentino. Proprio come ai tempi di Maradona. Sognando, ma senza dirlo, lo scudetto. 
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