Bancomat per pagare anche un solo caffè: cosa cambia per i cittadini

02 dicembre 2015 ore 15:36, Luca Lippi
Bancomat per pagare anche un solo caffè: cosa cambia per i cittadini
Un emendamento alla Legge di Stabilità abolisce il tetto dei 30 euro e “taglierebbe” le commissioni. Il condizionale è obbligatorio perché non si può imporre a una istituzione privata di fornire un servizio gratis, e se pure in ottica di sostegno concordato fosse possibile, non appena la rete si diffonde automaticamente risorgono commissioni e spese accessorie tipiche del sistema. L’affermazione di Boccaduri (firmatario dell’emendamento) è dunque una pura iperbole propagandistica: “E’ una questione di libertà. Vogliamo che i cittadini siano liberi di scegliere come pagare, in qualunque situazione”. La realtà è un’altra, elevare il tetto all’uso del contante è un contentino dato a chi ha sempre abiurato ogni forma di limitazione sull’argomento, e non potendo tornare indietro, allo scopo di sedare le ire della minoranza all’interno del Pd, ecco buttata l’esca della tracciabilità “a ogni costo”, costo che ovviamente ricadrà su tutta la collettività e non essendo una tassa, nei fatti aumenta la pressione senza che il governo si assuma l’onere di elevare aliquote già ai limiti della sopportazione. Vediamo nel dettaglio i termini della questione e i costi che nessuno dirà mai!
L’emendamento: Sergio Boccaduri responsabile innovazione del Pd che in commissione Bilancio alla Camera ha presentato l’emendamento dice. “Sarà possibile utilizzare i pagamenti digitali anche per piccole somme”. Bene, fino ad oggi è stato possibile rifiutare i pagamenti digitali (il limite era sotto i 30 euro) oggi si richiedono sanzioni per chi si rifiuta di adeguarsi, a giustificazione di questa costrizione sempre Boccaduri dice: “il costo del servizio non può essere superiore ai costi che lo stesso beneficiario avrebbe sostenuto per l’accettazione di anloghi pagamenti in contanti”. Evidentemente Boccaduri non conosce il “sistema” e allora è opportuno fare luce sui costi reali così che “tutti” siano in grado di comprendere quanto sia problematico autorizzare un’imposizione di simili proporzioni, alla faccia della libertà di scelta!

Costi: di seguito le voci di costo per mettere un terminale Pos allo scopo di consentire al leone da tastiera di pagare 80centesimi di caffè col bancomat perché lo dice la legge. 
Installazione e attivazione Pos, può essere gratuita fino a un massimo di 150 euro 8dipende dalla banca). Le commissioni di gestione del servizio: modello fisso standard da 25 a 38 euro, modello Adsl7Ethernet da 40 a 59 euro, modello cordless da 40 a 50 euro, modello Gprs/Gsm da 50 a 60 euro. Commissione percentuale di transato: da 2,5 a 3,5%. Commissione fissa per singola transazione: da minimo 0,30€ a 0,50€. A questi costi devono essere aggiunti i costi della linea telefonica e materiali di consumo (carta per gli scontrini). 
In conclusione, se è vero, come è vero, che nell’emendamento è prevista una sensibile riduzione dei costi per i micro pagamenti, si potrà sapere (prima che la legge passi definitivamente) a quanto ammontano questi “tagli” e per quanto tempo? Sempre considerando che l’incidenza sui micro pagamenti è uno sproposito per l’esercente che inevitabilmente nel tempo scaricherà sull’utenza. Un ottimo viatico per rilanciare la ripresa.

autore / Luca Lippi
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