Gender, Adinolfi su iniziativa 4 dicembre: "Giannini attenta, stai perdendo le famiglie"

02 dicembre 2015 ore 12:54, Marco Guerra
Gender, Adinolfi su iniziativa 4 dicembre: 'Giannini attenta, stai perdendo le famiglie'
“Le scuole sono diventate il palcoscenico delle scenate ideologiche di alcuni professori, se il ministro Giannini non interviene si rischia di incrinare il rapporto con le famiglie”. Il direttore de La Croce Mario Adinolfi, spera in un sussulto della politica e chiama in causa il ministero dell’Istruzione per porre un freno alla deriva ideologica in atto nelle scuole italiane. “Il rispetto delle altre culture – afferma ad IntelligoNews – è una scusa pretestuosa per affermare una scuola atea e anti-cristiana”.

Per il 4 dicembre avete indetto l’iniziativa dell’astensione dalla presenza a scuola, temete un intervento da parte del ministero dell’Istruzione?

“Ci auguriamo una sua risposta, mi sembra che la scuola italiana stia attraversando un momento particolare che richiede la massima attenzione del ministro. Un ministro che ci raccontava che l’ideologia gender è una truffa culturale e che minacciava denunce penali alle famiglie e a chi come noi parla da diverso tempo di questa deriva ideologica. E adesso la Giannini si ritrova con i professori che vanno travestiti nelle classi dei quattordicenni, dichiarando di voler costruire un strappo di natura ideologica proprio rispetto ai temi del gender. Ieri ero in tv a commentare il caso del professore che si fa chiamare Cloe. E sono decine i casi del genere. Il ministero deve affrontare anche l’offensiva anti-cristiana con la cancellazione del Natale. L’ultimo caso è avvenuto a Sassari, dove sarebbe stato vietato il tradizionale incontro di una scuola con l’arcivescovo della città, in una lettera al presule si è consigliato di fare questo evento solo con i bambini di dichiarata fede cattolica e dentro una parrocchia. Insomma siamo arrivati un momento in cui ministro può pure sperare che i problemi non esistano ma il suo silenzio rischia di far esplodere la situazione, perché alcune regole bisogna pur farle rispettare, altrimenti la scuole diventano il palcoscenico di un teatro per i professori che vogliono fare scenate ideologiche e che usano i ragazzi come il loro pubblico”.

Lei ha postato la foto di un incontro con un’insegnate di yoga che ha fatto recitare i Mantra ai bambini di una scuola elementare di Milano…

“Ma infatti il ministro deve sapere che ci propongono una scuola laica, ma in realtà si tratta di una scuola atea e anti cristiana; una scuola che è luogo dove deve esserci la propaganda gender, e tutto questo non può più lasciare indifferente i genitori. Infatti i genitori reagiscono e se continua silenzio del ministero c’è rischio serio di incrinare il rapporto di fiducia tra le famiglie e la scuola di Stato. Io stesso ho tolto mia figlia di cinque anni dalla scuola pubblica e l’ho trasferita nella scuola cattolica pur avendo avuto molti fiducia nella scuola, ho la figlia più grande che ha fatto tutto il percorso nella scuola pubblica, ma da un anno e mezzo a questa parte ho un'oggettiva sfiducia nella scuola pubblica. E questo il ministro deve porselo come problema”.

Immagino che di questo passo sarà inevitabile un’altra manifestazione. Che piazza sarà?

“Sulla piazza ragioneremo il 12 dicembre, alla riunione congressuale di tutti i movimenti che fanno parte del Comitato Difendiamo i nostri figli, bisognerà vedere i contesti. Ma io spero in un sussulto di ragionevolezza della politica, che sappia dare risposte consone alla dimensione democratica dei problemi, quindi, conoscendo il parere degli italiani su questi snodi fondamentali, senza cercare forzature. Perché a me sembra che in tutti i contesti, dalla scuola al diritto di famiglia, si stanno cercando forzature ideologiche che sono anti-democratiche perché vanno contro il sentire del popolo”.

Infatti anche sul Natale le stesse famiglie musulmane non hanno condiviso la cancellazione delle celebrazioni…

“Ma è ovvio, è pretestuoso accusare i musulmani. Il preside di Rozzano ha cercato di porre rimedio, dopo che per giorni aveva detto che la motivazione erano gli attentati di Parigi, ma è evidente che la questione degli islamici viene agitata come pretesto, perché i primi ad essere contrari alla scuola atea sono coloro che hanno un sentimento religioso, quindi anche i musulmani che non hanno alcun pregiudizio sul Natale. Dunque il rispetto delle altre religioni è una cosa pretestuosa, figlia di una cultura che cerca di espandersi nelle scuole attraverso il gender e attraverso meccanismi che vogliono affermare il principio della scuola atea e anti-cristiana”.

A gennaio riparte il percorso parlamentare della Cirinnà. Vi state preparando?

“Vedremo se riparte, la stragrande maggioranza del parlamento sa che è una legge sbagliata, sul art. 5 quello della step child adoption la contrarietà degli italiani è registrata statisticamente al 75%, cioè almeno 3 su 4 non vogliono procedure di filiazione per le coppie gay sono contrari all’utero in affitto. Poi se politica vuole operare forzature ideologiche dovrà tentare strade complesse. La contrarietà che si respira nel Paese e nel parlamento non può essere ignorata da chi fa politica, esiste il principio di democrazia che impone di valutare questi temi. Non è un caso che l'Italia sia il Paese che resiste rispetto ad altri, Giovanni Paolo II che parlava della felice eccezione italiana. Laddove in Francia, in Spagna e negli Stati Uniti si impongono alcune politiche, il nostro diritto famiglia resta intessuto sulla radice culturale di questo Paese che non può essere travolta da operazioni ideologiche”.

Forse anche per questo c’è una diversa integrazione della componente musulmana che non sente il richiamo del radicalismo come in altri Paesi del Nord Europa?

“Certamente, da noi l’immigrazione è in grado di costruire condizioni di dialogo e di rispetto reciproco proprio perché trova una cultura diversa, a cui non bisogna rinunciare mai perché è il nostro patrimonio nazionale più prezioso. E chi definisce questa cultura “bigotta” e “retrograda” non conosce gli italiani e l’identità che sentono scorrere nel loro sangue”.

Una cultura che rappresenta un vaccino contro gli estremismi di ogni genere…

“Un vaccino contro estremismi e isterismi”.
autore / Marco Guerra
Marco Guerra
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