"Renzusconi" da Vespa contro le "volgarità" sui bonus e l'opzione militare in Libia

02 dicembre 2015 ore 13:07, intelligo
'Renzusconi' da Vespa contro le 'volgarità' sui bonus e l'opzione militare in Libia
Un tempo era il salotto vespian-berlusconiano per il “debutto” del libro di Natale (Donne d’Italia). La location è sempre la stessa, il Tempio di Adriano (centro storico di Roma) ma oggi al posto del leader di Fi (ai tempi, presidente del Consiglio) c’è il premier-rottamatore Matteo Renzi che pare essersi convertito alle “comodità” del “salotto” politico-mediatico. L’occasione dà la stura per un’analisi a tutto campo sui temi dell’attualità. Primo fra tutti quello della lotta al terrorismo islamista, proprio mentre l’Isis tra “traslocando” in Libia, a trecento chilometri dall’Italia e dall’Europa. 

Tra chi sollecita un intervento militare nel paese che si affaccia sul Mediterraneo sotto egida Onu e Nato e chi ritiene che ogni azioni militare possa provocare un effetto domino incontrollabile, Matteo Renzi dice la sua. Cioè dice no all’opzione militare: “Non è all’ordine del giorno, almeno per il momento” perché l’Italia sta studiando un’altra cosa, un’alternativa politico-diplomatica per scongiurare proprio l’opzione militare. Di cosa si tratta? Renzi sta pensando a una “iniziativa perché Roma sia come Vienna, perché Roma ospiti un evento diplomatico sulla Libia che sia come quello di Vienna per la Siria” nella consapevolezza che “l’Italia è pronta a fare di più, ma non se una mattina ci svegliamo e vediamo che c’è un dibattito sui giornali. La politica estera non cambia ogni 24 ore. Io non accetterò mai di lasciare la politica estera alle emozioni. La politica estera è cosa seria dove c'è una linea di continuità perché una cosa è fare una guerra davvero, una cosa sono le discussioni parlamentari...”. Poi aggiunge che non si tratta di “prudenza ma di saggezza e noi abbiamo saggezza da vendere”. 

GLI ALTRI DOSSIER. E’ sui dati Istat relativi alle stime sulla disoccupazione e in particolare sul bonus di 500 euro ai diciottenni che il premier si sofferma, nel tentativo di sgomberare il campo da polemiche e contro-letture di quanti, invece, analizzano le rilevazioni e ne traggono un quadro fatto di luci e ombre. “Mi hanno detto che stiamo buttando via i soldi per comprare il voto dei 18enni? Non ho mai sentito una frase più volgare di questa”. Risposta alla stoccata che gli ha rifilato Berlusconi il quale ha parlato di “mancia elettorale”. Sull’economia spiega: “Noi abbiamo fatto una previsione dello 0,7% di crescita, poi si è visto che le cose andavano un po' meglio, l'Istat aveva previsto 0,9 e noi abbiamo detto lo 0,8. Ma il punto non è questo, il punto è che se l'Italia rimette in moto la fiducia e la consapevolezza nei propri mezzi, l'Italia riparte”. Insomma, Renzi rimanda la parola definitiva sui dati alla fine del percorso anche se i numeri “sono migliori delle previsioni di inizio anno”. 

LuBi

autore / intelligo
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