Corte Costituzionale castra secessione Catalogna: ora cosa accadrà?

02 dicembre 2015 ore 17:04, Americo Mascarucci
Corte Costituzionale castra secessione Catalogna: ora cosa accadrà?
La Corte costituzionale di Madrid ha accolto il ricorso presentato dal Governo nazionale e annullato la risoluzione con cui il Parlamento regionale della Catalogna aveva avviato il processo di secessione dal resto della Spagna. 
La mozione catalana, approvata lo scorso 9 novembre, prevedeva l'avvio di un percorso che entro 18 mesi avrebbe dovuto portare la regione all'indipendenza. L'11 novembre il premier, Mariano Rajoy, aveva presentato ricorso alla Corte Costituzionale. 
Ora cosa accadrà?
I leader catalani, appresa la notizia del ricorso da parte del Governo centrale, avevano annunciato che non avrebbero tenuto in alcun conto l'eventuale verdetto negativo della Corte suprema, e ora che il verdetto è arrivato sarà interessante vedere se resteranno dello stesso avviso. Pur di evitare il pronunciamento avverso della Consulta spagnola la presidente del Parlamento regionale della Catalogna, Carme Forcadell, aveva sottolineato come la mozione non avesse alcun effetto giuridico ma fosse soltanto la manifestazione di una volontà politica. Peccato che poi la mozione nei fatti chiedesse di avviare il percorso d'indipendenza! 

Va detto che la Catalogna non è al momento nelle condizioni di poter avviare il processo indipendentista essendo senza governo. La coalizione secessionista infatti è divisa al proprio interno sull'elezione del nuovo presidente e non riesce a trovare un accordo che sblocchi l'impasse e consenta di costituire una maggioranza a sostegno del governo regionale. La costola di sinistra non vuole la riconferma del presidente uscente Artur Mas, esponente della destra conservatrice, accusato di aver affossato la Catalogna con politiche di risanamento dei conti pubblici troppo impostate sull'austerità e poco sulla crescita. Se entro il 9 gennaio non si troverà un accordo la Catalogna dovrà tornare al voto. 
Ma in caso di elezioni anticipate non è detto che gli indipendentisti tornino ad avere la maggioranza.
E il caso catalano rischia di produrre ripercussioni anche sulle elezioni politiche spagnole ormai alle porte. 
Secondo tutti i sondaggi nessun partito infatti sarebbe nelle condizioni di avere i numeri per formare un governo, né i conservatori oggi al potere, né i Socialisti, né tantomeno l'estrema sinistra di Podemos o le altre formazioni anti europeiste pur date in forte crescita. Se i numeri dei sondaggi dovessero essere confermati dalle urne a quel punto la Spagna potrebbe trovarsi costretta ad un governo di coalizione che metta insieme conservatori e socialisti, entrambi fautori della permanenza in Europa e nell'euro. 
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