Francia choc, Hollande si ritira dall'Eliseo: è Valls l'anti-Fillon socialista

02 dicembre 2016 ore 13:13, Americo Mascarucci
François Hollande non sarà candidato per un secondo mandato all'Eliseo.
Lo ha annunciato ieri sera, con un discorso di una decina di minuti in diretta televisiva.
E' la prima volta, nella Quinta Repubblica, che un presidente uscente non si ricandida. 
Le primarie della destra francese che hanno incoronato Francois Fillot e i sondaggi sempre più negativi per i Socialisti che non andrebbero nemmeno ad un ballottaggio incentrato sullo scontro Fillon-Marine Le Pen, avrebbero convinto il Presidente a ritirarsi dalle scene. 
Anche perché il crollo dei Socialisti sarebbe addebitabile in larghissima parte proprio al suo operato. 
Francia choc, Hollande si ritira dall'Eliseo: è Valls l'anti-Fillon socialista
La popolarità di Hollande ha infatti raggiunto livelli bassissimi, fino a diventare il presidente piu' impopolare della storia della Quinta Repubblica. 

La rinuncia di Hollande spalanca le porte alla corsa del Premier Manuel Valls alle primarie della sinistra. 
Valls ha già annunciato le dimissioni che arriveranno a breve e a prendere il suo posto alla guida del governo sarà l'attuale ministro dell'interno, Bernard Cazeneuve.
Valls dunque tenterà di risalire la china e cercare di rendere il Partito Socialista francese competitivo nell’ambito di una partita dove sembra uscire con le ossa rotte ancora prima di cominciare. 
Valls liberale di sinistra dovrà vedersela con ogni probabilità alle primarie socialiste con un Arnaud Montebourg espressione dell’estrema sinistra del partito.
  "Tra cinque mesi – ha sottolineato Hollande – i francesi sceglieranno il loro nuovo presidente. E non mi rassegno all’idea che una sinistra divisa lasci campo libero a una destra portatrice di un programma che, pur avendo stima e rispetto per François Fillon, ritengo pericoloso perché destinato a creare più diseguaglianza nel Paese e a un’estrema destra che ha un progetto di chiusura della Francia su se stessa. La gestione del potere non mi ha fatto perdere la lucidità necessaria per capire che la mia candidatura presenta dei rischi perché non sarebbe di larga unione. Quindi, nell’interesse del Paese, non sarò candidato alla mia successione. E mi dedicherò con tutte le forze a guidare lo Stato, che deve affrontare la minaccia del terrorismo"
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