Referendum, Gianfranco Amato: "Perchè io voto No contro il cesarismo. Faccio una scommessa"

02 dicembre 2016 ore 11:58, Andrea De Angelis
"Un Parlamento politicamente delegittimato non può mettere mano a 47 articoli della Costituzione". Così l'avvocato Gianfranco Amato, presidente del movimento Giuristi per la vita e segretario del Popolo della Famiglia, nell'intervista rilasciata a IntelligoNews 48 ore prima del voto referendario. "Io sono stato in Messico e mi hanno detto che bisogna votare sì per rilanciare il Paese e dare lavoro ai giovani. Non è questo il messaggio", ha detto ancora Amato. 

Quali sono le ragioni del No?
"Un Parlamento politicamente delegittimato, a seguito della sentenza della Corte Costituzionale che ha dichiarato illegittimo il Porcellum, non può mettere mano a 47 articoli della Costituzione. Inoltre tecnicamente è una pessima riforma, io tutte le sere faccio una scommessa: sono disposto a votare Sì se qualcuno mi convince che l'articolo 70 è leggibile e intellegibile, cioè si può leggere e capire". 

Venendo alla legge elettorale?
"Riforma più Italicum portano inevitabilmente a una deriva autoritaria con un uomo solo al comando. Tra l'altro con un partito che rappresentando la minoranza degli italiani ha un peso proporzionato del 54%". 

Referendum, Gianfranco Amato: 'Perchè io voto No contro il cesarismo. Faccio una scommessa'
Si supera però il bicameralismo perfetto.
 
"Non è vero. C'è un pasticcio in Senato con persone non elette dal popolo italiano. Altra cosa importante è che comunque la riforma è eterodiretta, perché scritta per me sotto dettatura del Jp Morgan con quel famoso documento del maggio 2013 sull'aggiustamento dell'area euro". 

Le è piaciuta la campagna referendaria?
"La campagna per il Sì è montata su una propaganda fatta di menzogne. Soltanto il quesito così come è formulato mi sembra un messaggio demagogico che non corrisponde alla realtà dei fatti. Questo è molto inquietante soprattutto per quanto riguarda il voto degli italiani all'estero. Io sono stato in Messico e mi hanno detto che bisogna votare sì per rilanciare il Paese e dare lavoro ai giovani. Non è questo il messaggio. Ma c'è un altro pericolo". 

Quale?
"Si rischia di veder saltare gli equilibri. Una Camera in mano a un Presidente del Consiglio che è capo del partito nominerà il Presidente della Repubblica, i membri del Csm e della Corte Costituzionale. Abbiamo i controllati che nominano i controllori. Questa deriva cesarista c'è anche in altri Paesi, come negli Stati Uniti, ma vi sono dei poteri che controbilanciano il tutti. Con il Sì invece salterebbero. E poi mi lasci dire un'ultima cosa: ho rivisto dei video in cui Veltroni, Franceschini, Finocchiaro si stracciavano le vesti contro la riforma proposta da Berlusconi e parlavamo di uomo solo al comando. Adesso sono tutti per il Sì? Il problema non era l'uomo solo al comando, ma Berlusconi. Se l'uomo solo diventa Renzi allora va bene. Le mie ragioni per il No sono le stesse, identiche fondate ragioni che questi politici diedero sul No alla riforma di allora". 
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