Mattarella al Colle è la resa di Renzi. Ecco perché

02 febbraio 2015 ore 10:56, intelligo
Mattarella al Colle è la resa di Renzi. Ecco perché
di Luca Lippi
Hanno usato il nome di Prodi, poi quello di Amato fino all’ultimo (mancava solo la nomination di Ciampi e si sarebbe ricostituita la triade che ci ha accompagnato verso la fase del peggiore rapporto di cambio Lira/Euro). La strategia è sempre la stessa, quella che è stata usata regolarmente dal dopoguerra a oggi e che regolarmente funziona. Il modo di contrattare più vecchio della Repubblica Italiana: si prospetta alla controparte il peggio possibile, e questa sarà quasi felice, per lo scampato pericolo, di accettare una soluzione che, altrimenti, avrebbe ritenuto del tutto insoddisfacente. E’ il solito “teatrino della politica" in base alla quale parlamentari e senatori non si curano poi di tanto del cittadino che è arrabbiato il lunedì mattina e felicemente inebetito il sabato sera, qualunque cosa accada dal martedì al venerdì. La “non scelta”, quella “civica e civile”, è il segno di resa che consente a chiunque di fare ciò che viene deciso da una ristretta cerchia denominata “casta”. Ecco, quindi che è arrivata la bastonata, anzi, la “mattarellata”. Non è così grave, è intellettualmente scorretto affermare che non sarà un bravo presidente, ma l’elezione di Sergio Mattarella è la resa di Renzi e di tutto il suo entourage, complottisti di pseudo destra e pseudo sinistra inclusa. Il nuovo che avanza ha “fatto eleggere” un Giudice Costituzionale, democristiano, un’intera vita passata nei palazzi della politica romana … c’è qualcosa di più "vecchio"? “Il pensiero va soprattutto ed anzitutto alle difficoltà dei nostri concittadini”: le sue prime parole. Parole dal sapore neanche troppo vagamente di “prima repubblica”, che all’interno della paventata “terza repubblica” suonano armoniose e accoglienti, il contrasto perfetto alle meno popolari frasi rockettare e informali di Renzi che pronuncia: “Noi tiriamo dritto” oppure “ Non ci facciamo intimidire”. E ora Renzi sembra tanto il figliuol prodigo che torna alla casa del padre. Quanto durerà il processo da “ritorno al futuro”? E’ stato impostato l’orologio della storia a prima o dopo il 16 marzo 1978?
autore / intelligo
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