Educazione sessuale e lotta al bullismo? Sì, ma in seconda serata e Iacona si arrabbia

02 febbraio 2016 ore 9:27, Andrea De Angelis
Si sa, le inchieste fanno comodo a pochi e incuriosiscono solo in parte il pubblico. Distrarre è più semplice e comodo, far riflettere è scomodo, presuppone un cambiamento, una spinta a fare di più e meglio. Non che ciò non sia promosso, specialmente dalla televisione pubblica. Ci mancherebbe. Ma simili programmi spesso finiscono in orari del palinsesto non proprio comodi. Del resto lo diceva già il grande Renzo Arbore con "La vita è tutto un quiz", canzone con cui si prendeva gioco di un sistema basato più su fortuna e indovinelli che su ragionamenti e formazione. Anche se questo non è proprio il caso di un canale come Raitre, ci mancherebbe.

"Per me questo reportage è talmente pedagogico che andrebbe visto da figli e genitori insieme". Parola di Iacona, che per esternare la sua contrarietà ha chiesto ospitalità a Fabio Fazio e Luciana Littizzetto, che domenica sera hanno dovuto allungare un po’ il programma per colmare il buco nel palinsesto. Minimo, a onor del vero. Perché la puntata anziché iniziare alle 21:58 ha preso il via sei minuti dopo. Un ritardo quasi fisiologico, ma questa volta voluto. E poi, come riporta Corriere.it, la decisione è stata presa a tavolino in modo razionale.
A sollevare la questione, dice il noto quotidiano, era stato il vicedirettore di Raitre, Andrea Valentini, delegato al programma. Nel reportage infatti si affrontava anche il dramma dei suicidi dei ragazzini perseguitati dai bulli sul web. Se n’è discusso in una riunione con il direttore Andrea Vianello e con Antonio Marano, vice dg con delega sul coordinamento dell’offerta. Scartata l’ipotesi di mettere la farfallina rossa per il controllo parentale in sovraimpressione, usata per i film ma non per gli approfondimenti giornalistici, alla fine si è deciso di far sforare Fazio e mandare in onda prima l’altro reportage e poi quello più delicato.
Iacona non ha capito, ma si è adeguato. Il problema è che è andato a dirlo in collegamento con Che tempo che fa. "Mi chiedono di posticipare la nostra inchiesta sul sesso dei giovanissimi. Devo rispettare la decisione, però non la condivido". Una critica all’azienda di certo non velata quella di Riccardo Iacona, scontento perché il servizio principale del suo programma per Raitre, intitolato "Il tabù del sesso" e dedicato all’educazione sessuale e sentimentale dei giovanissimi, tra sexting e cyberbullismo, è stato fatto slittare alle ventidue e trenta, fuori dalla fascia protetta. Una decisione che ha spinto addirittura Nicola Fratoianni di Sinistra italiana a presentare un’interrogazione in commissione di Vigilanza.

Educazione sessuale e lotta al bullismo? Sì, ma in seconda serata e Iacona si arrabbia
"Non abbiamo censurato proprio niente, l’inchiesta è stata trasmessa integrale, solo con una differita di mezzora", spiega Vianello. "Ci sono delle norme sulla fascia protetta che dobbiamo rispettare. L’inchiesta, ben fatta e niente affatto pruriginosa, toccava il tema tragico del suicidio dei minori. Darci dei bacchettoni è ingeneroso, la nostra rete è coraggiosa, da noi la parola censura non esiste, abbiamo solo modificato la scaletta. Iacona? Avrebbe fatto meglio a non dire certe cose, a ragionare". Rilancia Antonio Marano: "Il servizio è andato in onda completo alle 22:30, abbiamo fatto informazione da servizio pubblico. E oltretutto a quell’ora era finito il derby Milan-Inter e gli ascolti ci hanno guadagnato". Share del 6,63%, oltre un milione e mezzo di telespettatori.
Insomma, la verità come al solito probabilmente sta nel mezzo perché da un lato è corretto rispettare il regolamento interno, nonché le decisioni dei responsabili, dall'altro occorre capire se davvero simili argomenti debbano essere o meno trattati al di là delle fasce orarie canoniche. Insomma, ben vengano programmi come Presa Diretta, ma anche valutazioni attente e non superficiali.
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