Unioni civili al Senato, Zanda al popolo del Family Day: "Non possono essere cestinate"

02 febbraio 2016 ore 9:47, Americo Mascarucci
E' nato un sentimento populista neocon in Italia. Così viene bollata la piazza del Family Day, la grande mobilitazione dell’associazionismo cattolico al Circo Massimo considerata espressione del cattolicesimo più conservatore. 
Una "piazza contro" è stata bollata, dove secondo l’autorevole quotidiano sarebbero andati in scena linguaggi tipicamente integralisti simili per certi versi a quelli dell’estremismo repubblicano americano più marcatamente evangelico e mormone. Va detto che la posizione dell' Huffington Post è comune a quella di quanti sono favorevoli all’approvazione del Disegno di Legge Cirinnà sulle unioni civili che da due giorni sembrano fare a gara a bollare la piazza di sabato come "intollerante e anti democratica". 
La dichiarazione del leader di Sinistra Ecologia e Libertà Nichi Vendola da questo punto di vista è emblematica. "Dal Giubileo della misericordia si è passati al Giubileo dell’intolleranza” tirando per la giacca Papa Francesco e cercando di mettere in contrasto la Chiesa di Bergoglio che appunto proclama la misericordia e l’accoglienza per tutti a quanti sabato scorso sono scesi in piazza per dire no al riconoscimento di determinati diritti. 
Peccato che nessuno in quella piazza abbia marchiato a fuoco gli omosessuali, li abbia condannati e trattati come nemici da combattere. Ma un conto è riconoscere i diritti di coppia, altra cosa è voler ricondurre all’interno del concetto di "famiglia" forme di unione che non sono riconosciute come tali dalla Costituzione italiana.
Unioni civili al Senato, Zanda al popolo del Family Day: 'Non possono essere cestinate'
Insomma in tanti stanno evocando il risveglio di un cattolicesimo liberale e poco importa se poi il beato Antonio Rosmini non intendesse affatto questo pensiero come antitetico alla dottrina della Chiesa, ma quanto piuttosto al potere temporale del Papa. 
Ad ogni modo su un punto tutti concordano. 
La piazza di sabato non dovrebbe compromettere in alcun modo il percorso della legge che dunque dovrebbe proseguire senza troppe sorprese. I parlamentari cattolici hanno fatto la loro parte, hanno sfilato al Family Day e hanno fatto vedere che loro sono contro il Ddl Cirinnà. Il Nuovo centrodestra che con il rimpasto di governo ha ottenuto un ministro e vari sottosegretari voterà contro ma resterà ben piantato con tutti e due i piedi nel Governo e nella maggioranza; i cattodem manterranno il punto sulla stepchild adoption e voteranno contro perché tanto il Pd lascerà su questo punto libertà di coscienza sempre che non si trovi l’accordo su una proposta alternativa (improbabile tuttavia visto che si perderebbero così i voti dei 5Stelle e di Sel).  

Oggi il Senato dovrà votare le pregiudiziali di costituzionalità e le richieste di rinvio del Ddl in commissione. Per il senatore e sottosegretario agli Esteri, Benedetto Della Vedova, dopo il Family Day è necessario che tutte le votazioni siano palesi. "A questo punto, sulle unioni civili non resta che augurarsi un confronto aperto che consenta all'opinione pubblica di valutare le scelte dei gruppi e dei singoli parlamentari - sostiene Della Vedova - la richiesta del voto segreto sarebbe solo un modo per cercare strumentalmente di portare dalla parte del no quanti sono interessati ad alimentare la confusione in chiave antigovernativa. Tutti i voti siano palesi, anche per consentire a tutti gli italiani, come è stato detto ieri con tono perentorio, di 'ricordarsi' nelle urne del voto sul ddl Cirinnà".
Il capogruppo del Pd al Senato Luigi Zanda ritiene ancora possibile la mediazione sul testo: "Siamo aperti alle modifiche purché non stravolgano il testo e solo se migliorative. Se la piazza chiede di lavorare per migliorare la legge è un imperativo che dobbiamo seguire, se invece la si vuole archiviare o buttarla nel cestino questo non è possibile, verremmo meno al nostro giuramento laico di parlamentari". Sulla stepchild Zanda precisa: "Credo che il problema aperto sia quello della madre surrogata. Personalmente è una pratica che non condivido e se si trovasse una soluzione per rendere più effettivo il divieto sarebbe una cosa buona". 
Un invito dunque a specificare meglio il divieto per togliere ogni possibile imbarazzo ai parlamentari cattolici del Pd?
Intanto a scuotere ancora di più le coscienze dei senatori cattolici ci ha pensato l’ex presidente Cei Camillo Ruini che in un’intervista al Corriere della Sera ha detto: "Tutti i parlamentari, non solo quelli cattolici, farebbero bene ad ascoltare il messaggio arrivato dal Family Day". Ma il destino del Ddl sembra segnato anche se lo stesso Ruini avverte: "Non è detto che siamo sconfitti, le partite sono sempre aperte. C'è un'altra modernità ma ci siamo anche noi. E tanta gente va poco in chiesa ma su queste cose la pensa come noi".

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