Unioni civili, l'appello di Savarese al leader di Ncd: "Alfano lasci perdere compromessi alti o bassi"

02 febbraio 2016 ore 10:34, Marta Moriconi
Le unioni civili entrano nel vivo. Al Senato oggi pomeriggio c'è il primo test sulle questioni pregiudiziali. Il Pd attraverso le parole del capogruppo Zanda ha spiegato alla piazza del Family Day che il Ddl Cirinnà non può essere cestinato. Alfano invece sembra aprire purché si elimini dal testo "la norma sulle stepchild adoption". Abbiamo intercettato il portavoce di Generazione Famiglia, Filippo Savarese, al quale abbiamo chiesto di entrare nel merito delle ultime dichiarazioni. 

Oggi discussione in Senato. Che messaggio mandate?

"Il messaggio del Circo Massimo: il ddl Cirinnà equipara di fatto le convivenze omosessuali alla famiglia, e con la stepchild-adoption benedice il mercato internazionale di figli con utero in affitto. E' un ddl contro il buon senso prima che contro la Costituzione, fondato esclusivamente sulla foga ideologica di una minuscola parte della società italiana. E' anche una bomba a orologeria, perché tutto quello che ipocritamente non prevede, come l'adozione piena, sarà riconosciuta dal primo giudice pilotato. Il Parlamento deve ritirare questo ddl iniquo, perché il popolo italiano non lo vuole. In particolare noi di Generazione Famiglia rivolgiamo un chiarissimo appello al Nuovo Centrodestra: se veramente vedete anche voi lo spettro dell'utero in affitto dentro il ddl Cirinnà, dovete fare di tutto per impedire questa ferita fatale, minacciando la crisi di Governo".

Ma Alfano sembra aprire purché si elimini dal testo "la norma sulle stepchild adoption"...

Unioni civili, l'appello di Savarese al leader di Ncd: 'Alfano lasci perdere compromessi alti o bassi'
"Alfano ha un'occasione storica di riscattare il suo ruolo di leader. Non mi spiego francamente come non si possa vedere tutte le occasioni che offre questo movimento popolare anche in termini di mera convenienza politica. Crede di essere capace di proseguire la sua iniziativa politica, dopo il 2018? Crede, in poche parole, in se stesso? Allora lasci perdere compromessi alti o bassi e ritrovi l'orgoglio di chi sa di rappresentare oggi il sentire di una vasta parte di popolo. Se lo crede, e soprattutto se lo rappresenta davvero".

Davvero il vento sta cambiando? Che riscontri avete?

"Nel Paese la sensazione che questo ddl sia ideologico e non c'entri niente coi diritti civili delle persone è sempre più diffusa. Tutti i sondaggi ci dicono che gli italiani hanno capito il trucco: si scrive unioni civili ma si legge matrimonio gay. Per non parlare della coscienza diffusa circa la stepchild-adoption. Se il genitore biologico muore, l'altro partner può già adottare il figlio superstite in virtù della continuità affettiva. Quindi chiedere la genitorialità contemporanea di due uomini o due donne non c'entra con le esigenze dei minori, ma con i desideri degli adulti. Dentro il Parlamento negli ultimi mesi si sono rotti i ranghi. Basti pensare che Matteo Renzi nella sua ultima eNews non ha minimamente citato l'affare, incombente, delle unioni civili, e questo ci dice che non può sbilanciarsi nemmeno lui. Insomma, ce la giochiamo".

Spazio televisivo. Chiedete dibattimento?

"Dopo il Family Day le televisioni si sono scatenate contro il popolo della famiglia e i suoi rappresentanti. In tv siamo sempre uno contro tre, quattro o addirittura cinque, compresi i conduttori. Nonostante si sia dimostrato che il sentire del Paese, dell'utenza, è maggiormente dalla nostra parte. Noi continuiamo a difendere la ragionevolezza delle nostre posizioni in modo chiaro e pacato, consapevoli che gli italiani si rendono perfettamente conto di queste dinamiche politiche, e le sentono rivolte anche contro di loro. Ma invito soprattutto la Rai ad un servizio più onesto ed equilibrato, perché quando si usano i soldi dei cittadini per fare propaganda politica diretta da lobby, magari ben annidate dentro le redazioni dei programmi, a quel punto scatta il principio del "no taxation without representation", che vale anche e oggi forse soprattutto in televisione".


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