Viminale, Costantino (Sel): "Grave liquidare gli estremismi, togliere cittadinanza a Casapound"

02 febbraio 2016 ore 16:00, Andrea De Angelis
Uno "stile di militanza fattivo e dinamico ma rigoroso nel rispetto delle gerarchie interne" per "sostenere una rivalutazione degli aspetti innovativi e di promozione sociale del Ventennio". E ancora: "Primario l’impegno a tutela delle fasce deboli attraverso la richiesta alle amministrazioni locali di assegnazione di immobili alle famiglie indigenti e l’occupazione di immobili in disuso". Così la Direzione centrale della polizia di prevenzione nell’aprile 2015 in una nota su CasaPound Italia inviata al tribunale civile di Roma, a firma del prefetto Mario Papa, dove si discuteva la causa civilistica e risarcitoria intentata dalla figlia del poeta americano Ezra Pound sull’utilizzo del nome del padre, come riportato da Corriere.it.
Considerazioni che sono alla base di una bufera politica sul movimento di estrema destra e sulle quali IntelligoNews ha sentito il parere di Celeste Costantino, deputata di Sinistra Ecologia e Libertà...

Da parlamentare che effetto le ha fatto leggere quella nota del Viminale?
"Questo mattina ho partecipato ad un'interrogazione parlamentare in Aula con il viceministro dell'Interno in cui ho sottolineato e ripreso la vicenda della nota. L'interrogazione infatti verteva su un altro caso, registratosi l'anno scorso, ovvero quello di Luca Casciani che lavora per una radio di Roma in cui venivano propagandate dichiarazioni xenofobe. La risposta che ho ricevuto oggi dal Governo è che su questo soggetto ci sono in corso delle indagini da parte della Magistratura. Intendo cioè dire che liquidare le frange estremiste e non prendere di petto il problema che verifichiamo periodicamente sul territorio è grave". 

Lei chiede chiarezza?
"Certo, invece da alcune parti politiche si cerca di nascondere e di non giudicare in maniera assolutamente negativa le azioni di questi movimenti". 

Nella nota le azioni sembrano positive, si vedano quelle a tutela delle fasce deboli comprese le famiglie indigenti. C'è filantropia in Casapound?
"Io non ho mai messo piede dentro uno di quegli spazi che viene gestito da Casapound, ma essendomi occupata tanto di sociale so che chi ho incontrato non fa riferimento a simili gruppi di estrema destra. Nelle periferie romane, ad esempio, ho incontrato associazioni di volontariato, il mondo cattolico, tutta una realtà che sicuramente non fa riferimento a Casapound". 

Mettiamo che lei non li abbia incontrati per caso...
"Anche qualora fosse reale un'attività di questo tipo, non può giustificare gli atti che poi vengono messi in campo da Casapound. Non si può cercare di mascherare azioni magari anche lodevoli per continuare a mantenere tutto un lavoro politico che va contro i dettami costituzionali. Le forze politiche devono arrivare a una condanna totale per rispetto anche dei ruoli istituzionali. Mi sembra che questo sia mancato prima a Roma, dove con l'amministrazione Alemanno erano anche compagni di viaggio, ma pure adesso sento poco la politica intervenire sul ruolo che questi movimenti hanno all'interno del tessuto urbano". 

Nella nota si parla di "antifascismo militante", dunque la violenza sarebbe generata da esso?
"Penso che un'organizzazione come Casapound non debba avere cittadinanza semplicemente perché fa richiami assolutamente chiari ad epoche che fortunatamente ci siamo lasciati alle spalle. Si proclama e si dichiara un'organizzazione fascista e in un Paese che ha conosciuto la Resistenza e che da quella storia ha fatto partire un nuovo corso democratico e repubblicano noi non possiamo permettere che questa organizzazione continui ad avere una sua legittimità e una sua cittadinanza. Poi esiste l'antifascismo militante, ma esiste perché purtroppo c'è ancora necessità di tenere alta la bandiera di chi si trova a dover affrontare atti di questo tipo". 

La violenza dunque è di Casapound?
"La violenza esiste dentro questa organizzazione, non lo dico io, ma le inchieste. Che cosa fa la politica per spezzare tutto questo? Vogliamo che le città diventino luoghi di scontro e demandiamo ai cittadini la possibilità di poter reagire davanti alla violenza imperante che mettono in atto queste organizzazioni? Io penso che non ce lo possiamo permettere e ritengo che da questo punto di vista le istituzioni debbano far sentire la propria voce bandendo questa organizzazione che ha creato troppi problemi all'interno delle città". 

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