Meloni incinta, Meluzzi: "Family Day non è piazza anti-divorzio. Per lei è effetto refresh"

02 febbraio 2016 ore 16:44, Andrea De Angelis
Continuano le polemiche sul cosiddetto caso Meloni, dopo che la nota polemica ha annunciato la sua gravidanza durante il Family Day dello scorso sabato. Ironia sui social, battute più o meno accettabili e interventi delle istituzioni, dalle parole di Laura Boldrini ai fiori di Matteo Renzi. IntelligoNews ne ha parlato con il professor Alessandro Meluzzi...

Se Giorgia Meloni avesse dato il lieto annuncio in un altro contesto e non nella piazza del Family Day ci sarebbe stata la stessa eco mediatica?
"Credo che ci sia stata una tempesta mediatica, ma è stata gradevole. Nel senso che è sempre bello sentire l'annuncio della nascita di un figlio da una giovane signora. Si tratta di una bellissima notizia e come tale va vista, poi ognuno ha commentato secondo il suo stile e il suo modo di essere. Una cosa è certa: l'immagine della Meloni ne uscirà non soltanto rinfrescata perché c'è stato un refresh della sua immagine, ma anche potenziata. Più sono state antipatiche le battute che le hanno rivolto, più questo effetto è stato marcato. Direi che certamente non l'ha cercata questa situazione, ma come spesso succede nell'eterogenesi dei fini l'ha avvantaggiata e anche da parte mia i migliori auguri".

In molti hanno puntato il dito contro l'annuncio fatto in quella piazza. Le chiedo: per dire sì alla famiglia non si può avere un figlio fuori dal matrimonio?
Ma che stupidaggine è questa! La Meloni è una madre e immagino che questo bambino abbia un padre a meno che non sia opera dello Spirito Santo...

Anche questo si è letto sui social...
"Auguri anche al papà oltre che alla mamma e al bambino. Non capisco perché si debba considerare questa cosa non in linea con il Family Day. Quella piazza dice che per avere un bambino ci vogliono un papà e una mamma, nel caso della signora Meloni ci sono. Non capisco che cosa manchi". 

Forse manca qualcosa per chi ha paragonato questa piazza a quella che decenni prima manifestò contro il divorzio. Un paragone azzeccato?
"Assolutamente no. Io appartengo a una generazione che ha visto le battaglie del divorzio, tra l'altro a quell'epoca ero un giovane comunista e sono stato tra quelli che ha fatto la battaglia per il divorzio, e quella piazza lì è stata radicalmente diversa. Quelli che manifestano per il Family Day non hanno niente a che vedere con quelli che manifestavano contro il divorzio, anzi. Probabilmente se volessimo fare un confronto ideologico, molti di quelli che hanno fatto la campagna per il divorzio oggi sarebbero stati nella piazza di sabato. Non c'entra un tubo. Il principio è quello dell'ontologia, cioè il diritto naturale che oggi non è più di moda, ma uno sguardo all'ontologia del diritto naturale lo ritengo ancora imprescindibile". 


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