Scelta Civica porta in cabina (di regia) Pdl e Pd. Brunetta apre a Monti sul contratto di coalizione

02 luglio 2013 ore 12:27, Lucia Bigozzi
Scelta Civica porta in cabina (di regia) Pdl e Pd. Brunetta apre a Monti sul contratto di coalizione
Pd, Pdl e Scelta Civica entreranno in ‘cabina’ giovedì. Con Letta a fare da regista del vertice di maggioranza, verifica chiesta da Mario Monti. Un “tagliando” sul livello di concordia tra forze politiche (dopo le fughe in avanti di Pdl e Pd) ma anche sull'agenda di Palazzo Chigi. Obiettivo: no alla politica dei piccoli passi, serve coraggio, è l’esortazione del Professore.
Se il messaggio montiano è stato subito accolto dal premier, una certa accelerazione si registra anche sul fronte dei soci di maggioranza e, a quanto pare, disegna nuove convergenze sui dossier aperti . Stamani in una conferenza stampa ad hoc, il capogruppo Pdl alla Camera Renato Brunetta da ‘falco’ si è trasformato in ‘colomba’ dando l’impressione di servire un assist al governo e, sostanzialmente, di rilanciare la sollecitazione di Scelta Civica. Un avvicinamento Scelta Civica-Pdl? Può darsi e le prossime ore lo faranno capire meglio. Qualche indizio c'è: Brunetta dice che Monti ha ragione, che il Pdl “è d’accordo sulla necessità di una cabina di regia per migliorare i punti del decreto del fare” e insistere di più sul versante economico, la vera cifra di questa legislatura “larga”. Una sorta di placet, insomma, al contratto di coalizione voluto dai montiani. E a proposito di ‘fare’, Brunetta e Capezzone mettono sul piatto una mozione urgente e un’interrogazione, che sono poi gli strumenti parlamentari a supporto delle decisioni politiche che usciranno dal vertice di maggioranza. Primo tema: il presidente dei deputati pidiellini chiede al governo un’anticipazione nel secondo semestre 2013 dei 40 miliardi che lo Stato deve alle imprese (il famoso nodo dei debiti non pagati). Finora il plafond previsto era ripartito in un biennio con venti miliardi entro il 2013 e i restanti nel 2014. Il fine è presto detto: ridare ossigeno alle imprese, rimettere in moto l’economia e rilanciare i consumi se è vero – come ha sottolineato Brunetta – che un’operazione del genere determinerebbe qualcosa come 4 miliardi di gettito Iva. E’ il tasto sul quale battere, l’Europa è d’accordo, falso dunque che non si possa fare perché Bruxelles non approverebbe, è il ragionamento del capogruppo Pdl. Il punto politico è: “Dobbiamo decidere se a settembre dare un segnale positivo o negativo ai cittadini”. La palla passa a Letta. Capezzone sposta il tiro su un altro piano, non troppo distante dal primo: propone una sorta di think thank per monitorare e verificare come e dove le Regioni destinano (e spendono) le risorse anticipate dal ministero del Tesoro. Insomma una specie di screening e al tempo stesso una sollecitazione a fare e fare bene. Per ora, su venti Regioni, solo otto hanno dato l’ok all’avvio del monitoraggio. Fin qui le proposte. Da qui in poi, le prove tecniche di convergenza tra Brunetta e Monti. Il primo sull’ex premier ha sempre sparato a palle incatenate; il secondo mal sopporta la demagogia e guarda al sodo: la priorità è il paese, non i partiti. Ma qualcosa si muove.
autore / Lucia Bigozzi
Lucia Bigozzi
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