Referendum Grecia, Onu contro Troika

02 luglio 2015, intelligo
Referendum Grecia, Onu contro Troika
di Raffaele Mancino 

Alexis Tsipras incassa il sostegno delle Nazioni Unite, da cui arriva un deciso endorsement a favore del governo di Atene. Due rappresentanti del Consiglio dell’ONU per i Diritti Umani si schierano senza troppi indugi a favore della decisione del premier greco di convocare un referendum sul piano di aiuti proposto dall’Europa.

“I referendum sono da sempre, nella migliore tradizione delle democrazie, una forma eloquente di auto-determinazione dei popoli”, sostengono Alfred de Zayas e Virginia Dandan, criticando il disappunto espresso da diversi leader europei, che non hanno accolto con favore la mossa di Tsipras. Ma c’è di più. Dietro la difesa dello strumento referendario, i due esperti dell’ONU condividono le considerazioni, e le preoccupazioni, del governo greco rispetto alle pressanti richieste dell’Europa. 

La questione ruota tutta intorno alle conseguenze negative che deriverebbero dall’applicazione delle nuove misure di austerità. “La crisi del debito sovrano non può essere un pretesto per derogare, o addirittura violare, i diritti umani”, sostengono i due esperti, giudicando la proposta dall’Europa come “potenzialmente lesiva della democrazia greca, che porterà ulteriore disoccupazione e crisi sociale”. 

Per questo, de Zayas e Dandan si spingono fino al punto di giudicare come “una violazione della Carta dell’ONU” i termini imposti allo Stato ellenico dai creditori.

A sostegno della loro tesi, i rappresentanti del Consiglio fanno perno sull’articolo 103 della Carta delle Nazioni Unite, secondo cui le disposizioni in essa contenute prevalgono su qualsiasi altro trattato internazionale. Per questo motivo, “nessun accordo sul debito può costringere uno Stato a smantellare i suoi diritti sociali, politici ed economici”. Da qui la critica all’Unione europea e al Fondo Monetario Internazionale per non essere stati in grado di trovare una soluzione che non richieda altre misure di austerità.

L’esito del referendum in Grecia è tuttora incerto, anche se i favorevoli alla proposta europea sembrano prevalere nei sondaggi.  Di sicuro, occorrerà interrogarsi sul futuro di un’Unione che ha anteposto rigore e austerità rispetto ai principi solidali su cui è stata fondata e grazie ai quali ha garantito decenni di stabilità, tanto da farle valere l’assegnazione del premio Nobel per la Pace che, giunti a questo punto, appare soltanto come l’ultimo baluardo di quello spazio di diritti e libertà che era il sogno dei padri fondatori.

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