Grecia, Lombardi (M5S): “Noi con i greci, contro il terrorismo psicologico e gli spettri agitati”

02 luglio 2015, Andrea Barcariol
Grecia, Lombardi (M5S): “Noi con i greci, contro il terrorismo psicologico e gli spettri agitati”
Auspica un dibattito pubblico sulla scelta dell'euro e critica l'atteggiamento di Renzi e dei partiti schierati dalla parte del sì nel referendum di domenica prossima in Grecia. Questo, in sintesi, il pensiero di Roberta Lombardi, deputato del Movimento 5 Stelle, intervistata da IntelligoNews,

Come giudica la posizione di Renzi sulla Grecia?

«Un funambolico equilibrismo, Renzi cerca di tenere il piede in due staffe, da buon democristiano. Bisognerebbe decidere se nella vita si vuole essere carne o pesce, soprattutto in un momento così drammatico non solo per la Grecia, ma anche per altri Stati che si affacciano sul Mediterraneo. Gli italiani sanno bene, sulla loro pelle, cosa significa la crisi».


Alla fine il popolo greco, nel referendum del 5 luglio, si farà condizionare dall'invito di Tsipras a votare no?


«Non so quanto l’opinione pubblica greca possa essere consapevole degli scenari che si aprirebbe nel caso vinca il sì o il no. E’ giusto che sia il popolo a decidere la linea da intraprendere, non so però quanto sia stato informato. Quando compio una scelta devo poter valutare i pro e i contro, mi chiedo se si siano mai interrogati su cosa avrebbe significato uscire dall’euro o rimanerci. Non so neanche se questo dibattito pubblico ci sia stato, questo è un tema che mi pongo anche per l’Italia. In quel caso spetterà a noi riuscire a creare una controinformazione per dare ai cittadini gli elementi di valutazione».


Alla luce di questo, non pensate che sia pericoloso lasciare una scelta così importante nelle mani del popolo?

«La politica ha dimostrato di non tenere in nessuna considerazione i bisogni del popolo. La politica greca che ha portato alla situazione che conosciamo è stata fallimentare, i governi hanno taroccato i bilanci ed è dovuta intervenire la Troika con il "salvataggio". Anche in Italia la politica ha fallito tutelando sempre gli interessi dei finanziatori delle campagne elettorali e non considerando i cittadini. Nel momento che vai a fare semplicemente dei tagli lineari sui servizi non mi sembra che si stia dalla parte dei cittadini, la cosa migliore è dargli l'informazione migliore affinché possano decidere il loro destino».

Le immagini del popolo greco in fila davanti ai bancomat hanno colpito molto l'opinione pubblica. Alcuni partiti hanno detto che questa sarebbe la fine che farebbe l’Italia. Voi che siete da sempre contro l’euro cosa replicate?

«E' un terrorismo psicologico per far si che niente cambi e che loro possano continuare a vivere all'interno dei Palazzi e a prendere decisioni sulla pelle dei cittadini. E' semplicemente un gioco strumentale allo status quo. Noi invece chiediamo la possibilità che ci sia un dibattito pubblico con i vari scenari aperti che ovviamente sono delle simulazioni perché nessuno sa esattamente cosa potrebbe accadere. Ci sono dei paletti che vanno a smontare questi spettri che vengono agitati. Per alcuni se l'Italia decidesse di riprendersi la sovranità monetaria potrebbe succedere un cataclisma, si aprirebbe la terra inghiottendo l'Italia. In realtà quello che sappiamo adesso è che non potendo svalutare la nostra moneta, per essere competitivi l'unica cosa che possiamo fare è svalutare il costo del lavoro. Questo significa rendere più poveri i cittadini, più ricattabili e più precari. Questa è l'unica certezza, di tutto il resto si può discutere».
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